Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Lunedì settore panificazione in piazza per rinnovo contratto

ROMA (ITALPRESS) – “Riteniamo che gli italiani debbano sapere la situazione che sta vivendo il settore della panificazione. E’ inaccettabile che i lavoratori e le lavoratrici, in un periodo di ripresa economica importante e di Pil in crescita, non possano avere il rinnovo del contratto. Sta ripartendo l’inflazione, siamo a livelli tra il 2 e

ROMA (ITALPRESS) - "Riteniamo che gli italiani debbano sapere la situazione che sta vivendo il settore della panificazione. E' inaccettabile che i lavoratori e le lavoratrici, in un periodo di ripresa economica importante e di Pil in crescita, non possano avere il rinnovo del contratto. Sta ripartendo l'inflazione, siamo a livelli tra il 2 e il 2,5% ed è difficile pensare a un rilancio dei consumi se non si riescono a rinnovare i contratti dando importanza straordinaria all'incremento salariale. Le controparti stanno giocando, anche in maniera scorretta, sul tempo e sulla vacanza contrattuale risparmiando sul costo del lavoro. Per noi è una posizione inaccettabile". Così il segretario della Uila Uil, Guido Majrone, nel corso della conferenza stampa indetta dai sindacati di settore per sottolineare il mancato rinnovo del Ccnl Panificazione, scaduto il 31 dicembre 2018."La convocazione di questa conferenza serve per annunciare le iniziative di lotta che si aggiungono a quelle già intraprese e serve per sensibilizzare l'opinione pubblica verso un comparto fondamentale per il nostro Paese. In un settore con 80.000 addetti e 25.000 aziende, un contratto scaduto da tre anni incide seriamante sulla vita delle persone che lavorano in questo comparto", ha aggiunto. Per il segretario Fai Cisl Patrizio Giorni, "il rinnovo del contratto degli addetti alla panificazione tarda da tre anni, con gli addetti che hanno lavorato e hanno fatto sì che, anche nei periodi più complicati e bui della pandemia, il pane arrivasse sul tavolo degli italiani. Non ci sembra giusto che non venga riconosciuto il rinnovo del contratto. Giorni ha ricordato che storicamente il contratto veniva siglato con Federpanificatori Fippa e Assopanificatori Fiesa, ma purtroppo i tavoli si sono separati.
"Per quanto riguarda il tavolo con Federpanificatori Filpa il confronto manca dal 20 di maggio. Il 24 giugno abbiamo scritto al presidente per un incontro in assemblea plenaria, l'8 di luglio la richiesta è stata respinta, abbiamo riscritto il 14 luglio, ma non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta. La controparte ci ha sottoposto un documento a marzo con elementi inaccettabili: si vuole scardinare il contratto nazionale inserendo le cosiddette gabbie salariali, cioè retribuzioni distinte e diversificate a seconda delle Regioni, per pagare meno al Sud che al Nord. Poi si vuole aggiungere un addendum pandemico che andrebbe a demolire i diritti e le retribuzioni dei lavoratori in caso di eventi pandemici o di altri tipi di crisi economiche. Per quanto riguarda il tavolo con Fiesa Assopanificatori, abbiamo avuto circa 8-10 incontri, però quando il 15 luglio abbiamo espresso la necessità di approfondire e concludere la trattativa affrontando le questioni salariali, le frasi più garbate sono state: 'le aziende non sono un bancomat', 'non ci sono soldì, quando invece sappiamo che il nostro settore ha affrontato delle criticità ma non ha mai chiuso e ha sempre lavorato. A oggi per ragioni diverse siamo in una fase di stallo totale che ci ha costretto il 26 luglio a proclamare lo stato di agitazione con il blocco degli straordinari e delle flessibilità, con iniziative territoriali. Adesso abbiamo previsto i presidi di lunedì 18 ottobre".
Quindi da lunedì prossimo i panificatori aderenti a Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil scenderanno in piazza con due presìdi contemporanei dalle 10 alle 13 organizzati sotto la sede delle associazione datoriali.
(ITALPRESS).

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