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Champagne e musica un linguaggio universale, parola di Krug

(di Alessandra Moneti) (ANSA) - ROMA, 17 OTT - Due linguaggi universali si intrecciano nell'esperienza di degustazione proposta, sin dalla sua fondazione, nel 1843, della Maison Krug: calici dei propri Champagne e la musica. "I suoni - ha spiegato Olivier Krug, sesta generazione della famiglia fondatrice della Maison, oggi di proprietà del gruppo Louis Vuitton Moet Hennessy (Lvmh), in occasione della presentazione in anteprima del Krug Clos du Mesnil 2006 - hanno il potere di rivelare una miriade di nuove dimensioni attraverso l'esperienza sensoriale che nasce a ogni sorso di uno Champagne Krug. È in questo spirito che la Maison Krug ha sviluppato un'iniziativa come quella degli Abbinamenti Musicali Krug, quest'anno declinati sul tema "Dal solista all'orchestra". Nel corso degli anni la Maison, in collaborazione con i musicisti Krug Lovers, ha dato vita a uno spettro completo di esperienze di ascolto, dalle melodie classiche a pezzi di musica elettronica, studiate per risvegliare i sensi dei visitatori della cantina con sede a Reims, nella regione dello Champagne-Ardenne, e dei partecipanti agli eventi Krug internazionali", come l'incontro tenutosi a Roma in abbinamento al menu ispirato all'antica Roma firmato dal talentuoso chef Tommaso Tonioni al ristorante stellato "Achilli al Parlamento". Le originali composizioni, playlist e podcast degli artisti, Krug Echoes, sono disponibili online e quindi accessibili a tutti. Nel 2018, Krug ha collaborato con l'Ircam (Istituto di ricerca acustico musicale) francese per realizzare un'esclusiva installazione sonora nella sua sala di degustazione caratterizzata dalla Parete dei 400 vini. Il frutto dell'iniziativa è una collezione di creazioni musicali immersive, rappresentative dei vini di diversi terroir nella regione della Champagne, per illustrare il carattere e il contributo di ciascun appezzamento nelle creazioni finali di Krug. Lo stesso anno ha visto la costruzione della Yurta Krug, una struttura in legno annidata nel giardino della Maison. Il suo interno, dall'atmosfera intima, offre un'acustica ottimale e un ambiente ideato per intensificare le sensazioni del suono e del gusto.

A Roma il debutto di un grande solista, il Krug Clos du Mesnil 2006 prodotto da un unico appezzamento di viti protetto da mura, e di un'unica varietà d'uva, lo Chardonnay, proveniente da una sola annata, il 2006, nella vendemmia più precoce della storia. La vendemmia al Clos du Mesnil, che ha avuto luogo tra il 14 e il 16 settembre in un anno considerato molto caldo, ha fornito 14.973 bottiglie e 800 formati magnum. Clos du Mesnil 2006 Magnum ha riposato oltre 12 anni nelle cantine di Krug. Per presentarlo, ha detto Olivier Krug sempre con mascherina di autoprotezione, "mi sono preso uno spazio di libertà, per la prima volta nell'emergenza sanitaria. E' un anno di importanti novità per la Maison con l'arrivo della chef de caves Julie Cavil, che ha cominciato a fare gli assemblaggi a casa, per il lockdown. Tutti mi chiedono cosa cambia quando questo ruolo è ricoperto da una donna. Nulla, noi abbiamo scelto Julie perché è la migliore, e lo ha dimostrato anche nei quattro anni di affiancamento già svolti da noi. Per la 168/ma edizione della cuvée, dovrà continuare la nostra tradizione di vinificazione individuale di ogni parcella. Abbiamo in cantina 290 vini, sarà lei insieme a un panel di sei esperti a individuare chi ha il carisma del solista perché - per Olivier Krug - ogni vitigno equivale a una famiglia di musicisti e ogni singolo appezzamento da' uno spartito diverso". (ANSA).

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