Martedì, 12 Novembre 2019
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Investimenti illeciti delle cosche calabresi nei ristoranti del Nord, 9 arresti

ROMA - La polizia di Milano ha eseguito in Lombardia e in Piemonte un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nove persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere e trasferimento fraudolento di valori. Le indagini hanno fatto luce sugli interessi di soggetti contigui a cosche calabresi che reinvestivano denaro frutto di attività illecite, con immissione di grandi capitali nel circuito della grande ristorazione nel Nord Italia. Tra i sequestri, per oltre 10 milioni di euro, le quote societarie di alcuni ristoranti di una nota catena di pizzerie. 

Coldiretti:  5 mila i ristoranti in mano alla malavita 
La malavita è arrivata a controllare almeno 5 mila locali della ristorazione con il business delle agromafie salito a 24,5 miliardi di euro nell'alimentare dal campo alla tavola. E' quanto afferma la Coldiretti sulla base del rapporto agromafie, nell'esprimere apprezzamento per l'ultima operazione della polizia di Milano contro il crimine organizzato.

La criminalità organizzata, sottolinea la Coldiretti, approfittando della crisi economica, penetra in modo massiccio e capillare nell'economia legale ricattando o acquisendo direttamente o indirettamente gli esercizi ristorativi in Italia e all'estero. L'agroalimentare è divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi, perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana della persone. Grazie ad una collaudata politica della mimetizzazione, le organizzazioni criminali riescono a tutelare i patrimoni finanziari accumulati con le attività illecite muovendosi ormai come articolate holding finanziarie, all'interno delle quali gli esercizi ristorativi rappresentano efficienti coperture, con una facciata di legalità dietro la quale è difficile risalire ai veri proprietari ed all'origine dei capitali.

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