Martedì, 12 Novembre 2019
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Centinaio, un piano sicurezza sulla questione cinghiali non è più rinviabile

Terra e Gusto
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ROMA - E' di un morto e 10 feriti, tra cui 5 minorenni, il bilancio dell'incidente stradale avvenuto oggi sull'Autosole fra Lodi e Casalpusterlengo causato dal passaggio di un branco di cinghiali che attraversava la carreggiata.

"Un piano per gestire la questione cinghiali e più in generale degli animali carnivori, è necessario e non più rinviabile", afferma il ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio. "Va bene tutelare la fauna - ha precisato il ministro - ma devono esserci delle limitazioni perché dobbiamo garantire la sicurezza delle persone, nelle campagne e nei centri abitati, oltre ovviamente ai campi e ai raccolti, frutto del lavoro di chi vive ogni giorno di questo".
"Non possiamo più permettere che si verifichino incidenti come quello avvenuto sull'A1", conclude Centinaio precisando che "continuerò a portare avanti il lavoro già avviato con i colleghi dei ministeri competenti nonché con le Regioni, per gestire al più presto e nel migliore dei modi una questione che va risolta il prima possibile".

E' in atto una vera e propria "escalation di danni, aggressioni e incidenti che causano anche vittime", secondo la Coldiretti, "risultato dell'incontrollata proliferazione degli animali selvatici. Stando alle stime della confederazione il numero dei cinghiali presenti in Italia  supera il milione. Negli ultimi dieci anni il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato secondo le stime della Coldiretti, "mettendo a rischio la sicurezza nelle aree rurali e urbane". 
"Gli animali selvatici - continua - distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale di danni stimato in quasi 100 milioni di euro all'anno". Per la Coldiretti non è più solo una questione di risarcimenti, ma "è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione". Ora, conclude "non ci sono più alibi per intervenire in modo concertato tra Ministeri e Regioni ed avviare un piano di abbattimento straordinario senza intralci amministrativi".

Dello stesso avviso la Confagricoltura. "Quanto successo questa notte è l'effetto del mancato controllo delle popolazioni di cinghiali che, nonostante gli appelli degli agricoltori, è stato sottovalutato", afferma il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. L'incidente per Giansanti "evidenzia quanto sia necessario intervenire con urgenza per limitare la proliferazione della fauna selvatica". Se ne parla da tanto tempo, precisa il presidente, "ma di fatto non sono state prese misure efficaci e concrete". "Siamo di fronte all'ennesima colpevole disattenzione - conclude Giansanti -. Ci aspettiamo che si intervenga tempestivamente per debellare un fenomeno che nuoce alla sicurezza dei cittadini e all'economia del Paese".

"Il nuovo incidente mortale causato dal passaggio di un branco di cinghiali in autostrada A1 dimostra quanto sia diventato urgente intervenire sul problema degli animali selvatici e riformare la legge del 1992", afferma Cia-Agricoltori Italiani, a fronte di una situazione che è diventata ormai fuori controllo. "Le misure tampone adottate in questi ultimi anni, infatti, hanno registrato un sostanziale flop, con un saldo negativo che grava prima di tutto sulle imprese. Per questo non è più rinviabile un nuovo piano operativo, modificando la legge quadro datata 1992 che regola la materia".
Secondo la Cia, occorre introdurre il concetto di "corretta gestione" dei cinghiali accanto a quello di protezione, parlando di "carichi sostenibili" di specie animali nei diversi territori e ambienti tenendo conto degli aspetti naturali, ma anche produttivi e turistici. "Il proliferare dei cinghiali, infatti, non solo crea danni milionari all'agricoltura, - aggiunge la Cia - ma minaccia sempre più spesso la sicurezza dei cittadini".
La questione animali selvatici è stata anche al centro dell'ultima Assemblea nazionale di Cia dove è stato chiesto alle Istituzioni di ripensare alla normativa vigente, riformare gli ambiti territoriali venatori e superare il regime del de minimis nel rimborso dei danni agli agricoltori che, di fatto, paralizza il sistema.

 

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