Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Medioevo senza tempo,fra vecchio e nuovo nel cuore di Assisi

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(ANSA) - ASSISI (PERUGIA) - La storia comincia con le lacrime, quelle della signora Nadia che, a 84 anni, dopo averla gestita per un numero imprecisato di decenni, decide che è arrivata l'ora di lasciare ad altri la sua locanda, nel cuore segreto di Assisi, a due passi dalla Piazza del Comune e dalla monumentale chiesa di Santa Maria sopra Minerva. Un minuscolo rifugio per pochi intimi, affezionati, in un lindo e accogliente vicoletto, in discesa verso panorami e tramonti mozzafiato.

Pochi intimi, appunto, che non danno giustizia a un angolo di pace in cui rifugiarsi: di giorno, lontano dalle folle di pellegrini che affollano la cittadina umbra; la sera, quando gli altri locali del centro sono ormai chiusi e non tutti, turisti o residenti che siano, hanno voglia di chiudere la giornata con un anonimo hamburger.

A prendere le redini della locanda sono tre amici - Francesco, Nicola e ancora Francesco - che, dopo aver lavorato per anni, in cucine, ristoranti e locali di altri, hanno deciso che è arrivato il momento di provarci in prima persona e di mettersi in proprio. L'occasione sembra quella giusta e fra Nadia e i tre amici l'intesa arriva subito. Comincia così il secondo capitolo della storia che vede nascere "Il vicoletto" a nuova vita, con la soddisfazione della stessa Nadia: le due stanze del ristorante vengono tirate a lucido, la pietra viva delle pareti lasciata a vista, il cotto del pavimento esaltato dai tavoli di legno e dalle sedie di paglia, poche e giuste luci, con un occhio alla tradizione e attenzione massima ai clienti, anche i più piccoli per i quali c'è sempre un seggiolone, rigorosamente di paglia ma con un comodo e spesso cuscino. Semplicità, tradizione e innovazione che i tre - un umbro, un casertano e un calabrese - trasferiscono nel menu, disegnato per chi, anche in un luogo di spiritualità, pensa che un peccato di gola non é poi una cosa così imperdonabile e inconfessabile: tartare di vitello con stracciatella di burrata e tartufo oppure timballo di porri con pomodorini e caciotta del Subasio, fra gli antipasti; strangozzi con porcini e tartufo o gigli di semola alla curcuma con porcini freschi e tartufo, fra i primi; tagliata di tonno con mandorle e valeriana o l'originale pancia di suino laccata al miele e crema di topinambur allo zafferano, fra i secondi; la mousse alla pesca con croccante alle mandorle o quella alla gianduja profumata allo zenzero in cupola di cioccolato bianco. "Pane, pasta e dolci sono rigorosamente fatti in casa - spiega Francesco - e le salse sono fatte al momento per cui, se vuole, può sperimentare anche qualche combinazione nuova". Interessante la carta dei vini, con la sorpresa di un DOC dei Colli Perugini (60% Sangiovese, 30% Merlot, 10% Ciliegiolo) dagli intensi profumi di ciliegia, cuoio, tabacco e liquirizia.

E se poi, si vuole vivere fino in fondo il (laico) fascino senza tempo di un bordo medievale, ci sono anche sette camere, proprio sopra il ristorante. (ANSA).

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