Giovedì, 29 Settembre 2022
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Pronta la mappa genetica dei tumori, rivela come crescono

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La mappa genetica dei tumori getta nuova luce su come nasconoe cambiano nel tempo le cellule malate (fonte: National Cancer Institute via unsplash)
© ANSA

È pronta la mappa genetica dei tumori, che getta nuova luce su come nascono, crescono e cambiano nel tempo le cellule malate: in particolare, grazie ad una tecnica innovativa, ha permesso di scoprire che diverse mutazioni genetiche tipiche del cancro sono già presenti in molte cellule ritenute sane. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature e guidato da Università di Oxford ed Istituto Tecnologico Reale (Kth) di Stoccolma, potrebbe aiutare ad effettuare diagnosi sempre più precoci e anche a decidere verso quale regione del tumore indirizzare i trattamenti per aumentarne l’efficacia.
Le attuali tecniche per studiare la genetica delle cellule all'interno dei tumori implicano il prelievo di un campione, in modo da effettuare un’analisi del Dna. Il punto debole di questo metodo è che fornisce solo un’istantanea parziale del tumore in esame. Per superare il problema, i ricercatori hanno utilizzato una nuova tecnica che permette di vedere quali cambiamenti genetici avvengono all’interno delle cellule senza rompere il tessuto che si vuole esaminare. Analizzando oltre 150mila regioni provenienti da tumori della prostata, della mammella, della pelle e anche di linfonodi e cervello, gli autori dello studio hanno sviluppato un algoritmo che è in grado di tracciare gruppi di cellule con cambiamenti genetici simili, ottenendo una vera e propria mappa genetica dei tumori.
“Non abbiamo mai avuto a disposizione, prima d’ora, questo livello di risoluzione e questo nuovo approccio ha rivelato alcuni risultati sorprendenti”, commenta Alastair Lamb dell’Università di Oxford, co-autore dello studio. “Ad esempio, abbiamo scoperto che molte mutazioni che pensavamo fossero collegate specificamente al cancro sono in realtà già presenti nel tessuto benigno. Ciò ha grandi implicazioni per la diagnosi – aggiunge Lamb – e anche potenzialmente per decidere quali parti del cancro devono essere trattate”.

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