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Ottenuti in laboratorio i 'geni-architetto' del corpo

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Rappresentazione artistica della doppia elica del Dna (fonte: Pixabay)
© ANSA

Ottenuti per la prima volta in laboratorio i geni-architetto che controllano lo sviluppo del corpo negli animali: sono i geni Hox. Il Dna sintetico così ottenuto, copiato da quello di ratto, è stato poi inserito in cellule staminali di topi: l’obiettivo è comprendere meglio come funzionano questi geni così importanti e allo stesso tempo molto difficili da studiare. Il risultato si deve ad uno studio pubblicato sulla rivista Science e guidato dalla Università di New York, che apre la strada a future ricerche sullo sviluppo anche degli esseri umani.

Durante lo sviluppo dell’organismo, i geni Hox stabiliscono dove deve andare ogni cellula e quale parte del corpo andrà a formare, assicurando quindi che organi e tessuti si sviluppino nel posto giusto. Se questi geni funzionano male, ad esempio a causa di una mutazione, le cellule possono perdersi, causando tumori, difetti alla nascita e aborti spontanei. Nonostante il ruolo essenziale, i geni Hox sono ancora poco compresi: nel Dna si trovano strettamente organizzati in gruppi in cui non trovano posto geni di altro tipo e questo li rende molto complicati da esaminare.

Per superare l’ostacolo, i ricercatori guidati da Sudarshan Pinglay hanno fabbricato lunghi filamenti di Dna sintetico dei geni Hox copiando quello dei ratti, inserendoli poi in una posizione precisa all'interno di cellule staminali di topi. L’utilizzo di due specie diverse ha consentito di distinguere facilmente il Dna sintetizzato in laboratorio dal resto. Grazie a questa tecnica, i ricercatori hanno scoperto che il gruppo di geni Hox contiene al suo interno già tutte le informazioni necessarie alle cellule per capire da che parte andare, senza bisogno di altri elementi di regolazione, confermando la teoria di lunga data finora difficile da dimostrare.

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