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Il Pnrr è l'ultima possibilità per renderel' Italia più competitiva

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Assobiotec, il Pnrr è l'occazione per rilanciare le biotecnologie in Italia (fonte: Pixabay)
© ANSA

"Il Pnrr potrebbe essere l'ultima occasione per valorizzare le eccellenze italiane nel campo delle biotecnologie e per renderle piu' competitive nel contesto europeo": lo ha affermato Riccardo Palmisano, presidente uscente di Federchimica Assobiotec, l'associazione che riunisce le imprese del settore, in occasione della giornata di riflessione e dibattito organizzata insieme a Corriere della Sera, "L'Italia del Pnrr: il ruolo delle biotecnologie".

"Purtroppo ci sono state tante occasioni mancate per il nostro Paese", ha aggiunto Palmisano, "ne e' un esempio il vaccino anti-Covid italiano". Il presidente uscente, che sara' sostituito da Fabrizio Greco per il triennio 2022-2025 (eletto nella giornata di oggi), ha sottolineato come la pandemia abbia accelerato moltissimo il ruolo delle biotecnologie, che sono state fondamentali non solo per la realizzazione dei vaccini, ma anche per il sequenziamento genico del virus e per la messa a punto dei tamponi. Ora la prossima grande sfida per il settore, secondo Palmisano, sara' affrontare l'emergenza alimentare che si sta avvicinando.

Italia indietro nel Biotech per attrattività e investimenti
Nel biotech l'Italia resta ancora indietro per capacita' di attrarre fondi e investimenti pubblici e privati, rispetto agli altri paesi europei: e' quanto emerge dai dati presentati da Stefano Ferri, dell'azienda Ey consulting, in occasione dell'evento organizzato da Federchimica Assobiotec e Corriere della Sera "L'Italia del Pnrr: il ruolo delle biotecnologie". Il nostro Paese, viene precisato, e' al quinto posto per numero di imprese nel campo delle biotecnologie, con 751 aziende, e al settimo posto per investimenti nel settore, con 697 milioni di euro (secondo i dati relativi al 2019).

Il confronto con la Francia, tra le nazioni europee che si comportano meglio nel biotech, rende evidente il divario e la strada ancora da percorrere: il Paese d'oltralpe ospita il piu' alto numero di imprese di biotecnologie (1.375) ed e' anche quello che riesce ad attrarre in misura maggiore gli investimenti da parte di privati (oltre 3 miliardi e mezzo di euro), seguita da Svizzera e Belgio.

L'Italia si comporta un po' meglio nell'ambito degli investimenti pubblici, in cui non e' molto distante dai Paesi migliori anche se non rientra comunque tra i primi. "I fondi del Pnrr - in questo campo - saranno una leva fondamentale", afferma Ferri.

Nonostante i problemi riscontrati, le biotecnologie sono un settore florido e in grande crescita, anche in Italia: il mercato globale nel 2020 valeva 485 miliardi di euro e le previsioni indicano che triplichera' entro il 2028, raggiungendo i 1.447 miliardi. La crescita sara' guidata dall'Asia in prima battuta, ma anche dall'Europa, e i settori piu' promettenti riguardano le terapie geniche, la diagnostica, la ricerca biomedica e l'agricoltura.

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