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Covid: Battiston, una settimana per capire quanto Delta è forte in Italia

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Una settimana per capire quanto la variante Delta sia ancora forte in Italia (fonte: Pixabay)
© ANSA

Considerata la rapida evoluzione del contagio di Omicron, fra circa una settimana sarà possibile capire se la variante Delta è ancora in circolazione e in quale misura: sarà il valore dell'indice Rt a segnalarlo, ma sarebbe in ogni caso necessario fare il sequenziamento in modo sistematico per avere un quadro chiaro: lo ha detto all'ANSA il fisico Roberto Battiston, dell'Università di Trento e coordinatore dell'Osservatorio dei dati epidemiologici in collaborazione con l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

"Siamo di fronte a un netto rallentamento del contagio da Omicron: da una settimana i numeri sono in discesa giorno per giorno" ma, ha osservato, "non sappiamo ancora quale sia la frazione di variante Delta, principale responsabile del flusso di terapie intensive e di decessi, che è ancora in circolazione e quale sia il suo contributo a Rt. Gli ultimi dati disponibili arrivano dall'analisi dell'Istituto Superiore di Sanità, che la indica ai primi di gennaio, al 20% circa, a livello nazionale".

Nel frattempo, "la macchina della vaccinazione ha continuato a funzionare alla massima intensità, così come il super Green pass e gli effetti dovrebbero farsi sentire per fine gennaio", ha osservato. "Pochi giorni ancora e vedremo quanta Delta c'è ancora", ha proseguito Battiston. "Ricordiamo - ha aggiunto - che a Natale Rt era intorno a 1.35, il che voleva dire una crescita continua del numero dei nuovi infetti Delta, quantità che a quel tempo raggiungeva picchi settimanali di 35.000 nuovi infetti. Oggi non sappiamo quale sia il vero contributo di Delta, perché è nascosto dal numero di infetti con Omicron. Il valore dell'indice Rt a livello della popolazione generale corrisponde al bilancio fra il numero dei guariti e quello dei nuovi casi positivi: come è noto il picco si raggiunge con Rt eguale ad 1, nel momento in cui il numero dei guariti supera il numero dei nuovi infetti".

"Sappiamo però - ha detto ancora Battiston - che nei numeri ci sono imprecisioni perché casi asintomatici e paucisintomatici possono sfuggire alla registrazione: con Omicron i numeri sono talmente grandi che è possibile si verifichino incertezze sui dati. Anche sul numero dei guariti ci sono grandi incertezze, basti pensare ai casi di guariti non notificati per settimane da alcune Regioni e poi dichiarati tutti insieme".

I dati disponibili indicano, in ogni caso, che "nelle ultime tre settimane l'indice Rt nazionale è salito fino a 2,5 e poi è sceso altrettanto velocemente. Ora è pari a 1,39 e in discesa. Più Rt si avvicinerà a 1, più sarà evidente che la variante Delta avrà perso forza. Certamente - ha concluso - se avessimo più sequenziamenti genomici dei tamponi, potremmo avere un quadro più chiaro".

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