Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Replicare il mondo in un gemello digitale col Supercomputer

Replicare qualsiasi oggetto fisico in ogni dettaglio, un gemello digitale, quasi in tempo reale: è uno dei grandi sogni dei responsabili di Davinci-1, il nuovo supercomputer - tra i primi 100 più potenti al mondo - realizzato da Leonardo a Genova e 'motore' per spingere la ricerca scientifica verso nuove frontiere tecnologiche.

La realizzazione di gemelli digitali, o digital twin, è uno dei settori tecnologici di maggior interesse in questi ultimi anni e uno dei campi di lavoro principali dei supercomputer come Davinci-1: "il termine digital twin ha subito un'evoluzione - ha spiegato Carlo Cavazzoni, Direttore del HPC Lab e Capo del settore Ricerca e Sviluppo Computazionale, in occasione della presentazione del Polo di competenza di Genova per la digitalizzazione. "Inizialmente - ha aggiunto - era una sorta di modello digitale di un oggetto fisico che ne replicava il funzionamento basandosi sui dati raccolti da sensori applicati su quello stesso oggetto fisico. Da qui si poteva ottenere una replica digitale attraverso la quale analizzare l'oggetto e verificarne anche gli stati interni".

Potenza di calcolo accresciuta e nuovi algoritmi sempre più raffinati hanno ora permesso un salto importante: "modelli digitali che siano multicomponente, che mettono insieme più oggetti, e allo stesso tempo multiscala, passando in alcune situazioni da una scala del centimetro fino a scale quasi atomiche". Un esempio è realizzare il gemello digitale di un elicottero: una grande macchina formata da tante parti - pale e rotori, così come impianto elettrico e idraulico - su cui analizzare le interazioni con l'aria come anche la resistenza del materiale o le tensioni elettriche nei circuiti interni. Miliardi di parametri in trasformazione continua.

"Uno dei grandi sogni - ha concluso Cavazzoni - è permettere a un ingegnere di modificare una componente di un progetto così complesso e vederne gli effetti in tempo reale. Non siamo lì ma quasi. Prima di Davinci-1 servivano settimane, ora siamo al giorno ma con i prossimi miglioramenti contiamo che l'ingegnere possa vedere le sue modifiche in pochi momenti, nel tempo di una pausa caffè".

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