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Un'installazione per conoscere la fisica quantistica

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L'installazione di Robin Baumgarten dedicata alla fisica quantistica
© ANSA

La Quantum Jungle è una un'installazione artistica interattiva di circa 6 metri quadrati che visualizza come si muove una particella quantistica, incluse tutte le sue affascinanti stranezze, dato che non ne abbiamo esperienza diretta. La descrive in luminosi dettag, l'artista che ha realizzato l'opera in mostra (ingresso gratuito) da oggi al 17 aprile al museo Palazzo Blu di Pisa.

"L'ho concepita, costruita e programmata a Berlino - spiega Baumgarten - nell'ultimo anno, in stretta collaborazione con gli scienziati di Helsinki e Pisa. L'installazione è composta di più di 1.000 molle sensibili al tatto, 12 mila led indirizzabili individualmente, circuiti stampati e legno. E' progettata in modo modulare per poter essere riusata e montata in forme e dimensioni differenti, a seconda del contesto espositivo. Per la sua premiere a Palazzo Blu, sarà nella sua configurazione più grande mai realizzata, consegnandoci di fatto uno stupefacente, luminosissimo schermo di fisica quantistica". Il pubblico può interagire con la Quantum Jungle, creando la propria particella quantistica dove e come desidera, per poi osservare come si muove diretta dall'equazione di Schrödinger, che esprime le regole matematiche della fisica quantistica: a fare i calcoli e la simulazione quantistica necessaria è un computer.

"La coreografia delle particelle quantistiche è libera dalle costrizioni classiche del nostro quotidiano e perciò decisamente meno intuitiva per noi", osserva Sabrina Maniscalco, docente di informazione e logica quantistica all'Università di Helsinki, ceo di Algorithmiq Ltd. e responsabile scientifica del progetto insieme a Marilù Chiofalo, fisica dell'Università di Pisa, secondo la quale la Quantum Jungle offrirà "un'esperienza immersiva nell'arte e nella scienza". Allo sviluppo dell'installazione ha lavorato un team di ricercatori finlandese-pisano (Caterina Foti, Guille Garcìa-Peres, Matteo Rossi, Boris Sokolov, Jorge Yago Malo) ed è finanziata da Fondazione di Pisa e cofinanziata dalle Università di Pisa, Helsinki, e Aalto, da InstituteQ e Algorithmiq Ltd. 

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