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La Stazione Spaziale si ingrandisce, con un nuovo modulo russo

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Il modulo russo Prichal in arrivo alla Stazione Spaziale (fonte: Roscosmos)
© ANSA

Una grande sfera con la duplice funzione di aumentare gli spazi di lavoro e offrire 5 nuove porte di attracco per le capsule spaziali: la Stazione Spaziale Internazionale (Iss) si allarga con il nuovo modulo russo Prichal. L’aggancio del nuovo modulo di ben 14 metri cubi, avvenuto alle 16:19 ora italiana, rappresenta un nuovo importante passo in avanti nei programmi di ‘ristrutturazione’ della Iss e testimonia il rinnovato interesse per avamposti spaziali abitabili.

Il nuovo modulo, il cui nome in russo significa porto, è una sorta di sfera schiacciata di 3,5 metri per 5, pesante 4 tonnellate, e un volume complessivo di 14 metri cubi, circa il doppio di una capsula Dragon Cargo di SpaceX. Prichal è uno degli elementi chiave del programma di rinnovamento per aumentare gli spazi e le potenzialità della Stazione Spaziale Internazionale il cui destino nei prossimi anni, da parte dell’Europa e degli Stati Uniti, non è in realtà ancora stato ben definito.

Il modulo è attraccato regolarmente al modulo russo Nauka, che fino a poche ore fa era occupato da un cargo Progress, fatto sganciare e bruciare al rientro nell’atmosfera.
L’integrazione del nuovo modulo dovrà però essere finalizzato da una ‘passeggiata’ spaziale prevista a inizi gennaio in cui saranno realizzate le ultime connessioni tra i due moduli. Le funzioni del nuovo modulo includono “il testare architetture per insediamenti potenzialmente permanenti nello spazio", secondo il sito RussianSpaceWeb.com, e aggiunge che "potrebbe anche fungere da hub di futura nuova base orbitale".

Prichal è il secondo nuovo modulo russo per la Stazione Spaziale in pochi mesi. A luglio era stato integrato Nauka detto anche Multipurpose Laboratory Module (Mlm), il più grande laboratorio spaziale mai messo in orbita dalla Russia che era stato anche protagonista di un clamoroso e pericoloso fuori programma quando poche ore dopo l’attracco l’accensione accidentale dei motori aveva causato la rotazione completa dell’intera stazione.

Anche se l’agenzia spaziale russa Roscosmos ha più volte comunicato di non avere nessuna intenzione di prevedere lo sganciamento della sezione russa della Iss questo nuovo modulo testimonia ancora una volta il crescente interesse russo per il prolungamento delle attività della Iss oltre il 2024, data per ora ufficiale per il ‘pensionamento’ della stazione. Con più di 20 anni di attività la Iss soffre infatti di vari ‘acciacchi’ per l’età ma le dimensioni della base e i grandi investimenti fatti finora rendono poco probabile un abbandono del programma in breve tempo, tanto che in più di un’occasione Usa e Europa hanno fatto intendere di voler proseguire il mantenimento della Iss almeno fino al 2028. Questi nuovi avanzamenti di ‘ristrutturazione’ della Iss da parte russa sono solo gli ultimi passi di quella che può essere identificata come una corsa verso le stazioni spaziali che vede protagonisti anche nuovi attori come la Cina che in questi mesi ha messo in orbita il primo nucleo della sua stazione spaziale autonoma. Non mancano poi le aziende private come Axiom che nell’attesa di una decisione sul destino della Iss ha deciso la produzione, commissionata a Thales Alenia Space (Thales-Leonardo), di un primo modulo da integrare alle Iss che potrebbe poi separarsi andando a formare una piccola base autonoma.

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