Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Fotografati 42 tra i più grandi asteroidi del Sistema Solare VIDEO

Da Cerere a Urania, 42 fra i più grandi asteroidi del Sistema Solare che si trovano nella fascia compresa tra Marte e Giove sono stati fotografati dal telescopio Vlt (Very Large Telescope) dell'Osservatorio Europeo Australe (Eso). Mai prima d'ora era stato ripreso in modo così nitido un gruppo così grande di asteroidi, le cui immagini sono state pubblicate sulla rivista Astronomy and Astrophysics dal gruppo del Laboratorio di astrofisica di Marsiglia guidato da Pierre Vernazza.

"Solo tre grandi asteroidi della fascia principale, Cerere, Vesta e Lutetia, erano stati ripresi finora con un alto livello di dettaglio grazie alle missioni spaziali Dawn e Rosetta", osserva Vernazza. Tra il 2017 e il 2019 l'astrofisico, con il suo gruppo, ha scoperto che la maggior parte dei 42 asteroidi ha dimensioni maggiori di 100 chilometri. I due più grandi sono Cerere e Vesta, il cui  diametro è rispettivamente di circa 940 e 520 chilometri, mentre i più piccoli sono Urania e Ausonia, ciascuno dal diametro di circa 90 chilometri.


Gli asteroidi Cerere e Vesta (fonte: ESO/Vernazza et al./MISTRAL, ONERA/CNRS)

Quanto alle forme, gli asteroidi si possono dividere in due famiglie: alcuni sono quasi perfettamente sferici, come Igea e Cerere, mentre altri hanno una forma allungata, fino alla forma bizzarra di Cleopatra, che ricorda un osso.

Combinando la forma degli asteroidi con le informazioni sulla loro massa, gli astronomi hanno scoperto che la densità di questi corpi celesti cambia significativamente. I quattro asteroidi meno densi, tra cui Lamberta e Sylvia, hanno una densità di circa 1,3 grammi per centimetro cubo, simile a quella del carbone; i più densi, Psyche e Kalliope, hanno densità di 3,9 e 4,4 grammi per centimetro cubo, superiori a quella del diamante (3,5 grammi).

"Una tale varietà nella composizione può essere compresa solo se i corpi hanno avuto origine in regioni diverse del Sistema Solare", spiega Josef Hanus dell'Università Carlo di Praga. Si pensa infatti che gli asteroidi meno densi si siano formati nelle regioni remote oltre l'orbita di Nettuno, per poi migrare dopo nella posizione attuale.

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