Giovedì, 06 Maggio 2021
stampa
Dimensione testo

Scienza e Tecnica

Home Scienza e Tecnica Le stelle cadenti di maggio, regalo della cometa di Halley

Le stelle cadenti di maggio, regalo della cometa di Halley

Scienza e Tecnica
La scia di una meteora delle Eta aquaridi, le stelle cadenti di maggio (fonte: Noriaki Tanaka)
© ANSA

Si rinnova l'appuntamento con le Eta Aquaridi, le meteore generate dalle polveri della cometa di Halley che saranno visibili a Est nelle ore che precedono l'alba. Il picco è previsto per il 5 e il 6 maggio, ma saranno visibili fino al 10.

E' iniziato in queste ore il tradizionale appuntamento con le Eta Aquaridi che, come ricorda anche il sito dell'Unione Astrofili Italiani (Uai), sono una delle correnti meteoriche più cospicue dell'anno. Purtroppo le nostre latitudini non ne favoriscono la visione e per vederle dall'Italia sono disponibili solo le poche ore che precedono la luce dell'alba.

Lo sciame sarà visibile fino al 10 maggio, ma i giorni migliori per osservarlo saranno l'alba del 5 e del 6, guardando verso Est. "Identificare la regione giusta verso cui guardare sarà semplicissimo", ha detto all'ANSA l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope Project e coordinatore nazionale dell'Asteroid Day.

"A facilitare l'orientamento - ha aggiunto - ci saranno il luminoso Giove, che in questi giorni si trova proprio nella costellazione dell'Acquario, e soprattutto la Luna, in netta fase calante e quindi poco 'ingombrante', proprio a oriente".

In buone condizioni di visibilità, soprattutto lontani da fonti di inquinamento luminoso, si prevede di poter osservare un massimo di circa 15 meteore l'ora. Le Eta Aquaridi sono il 'lascito polveroso' dei passaggi della celebre cometa di Halley e che la Terra incrocia ogni anno.

Le scie luminose che vediamo sono dovute all'impatto con l'atmosfera delle sottilissime polveri disperse dalla coda della cometa. Alla stessa cometa sono dovute anche le più note Orionidi, tra ottobre e novembre: "le Eta Aquaridi - ha pecisato Masi - sono collegate al tratto di orbita lungo il quale la cometa si allontana dal Sole, ossia dopo il perielio, mentre le Orionidi quando la cometa si sta avvicinando al Sole".

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X