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Satellite Agile fa luce su un mistero del cosmo violento

(ANSA) - MILANO, 19 FEB - Come un detective che indaga sul cosmo più violento, il satellite italiano AGILE ha scoperto la prima 'pistola fumante' per risolvere un mistero dell'astrofisica del nuovo millennio: ha infatti trovato le prove che dimostrano come una magnetar (ovvero una stella di neutroni dal campo magnetico particolarmente intenso) può produrre lampi di raggi X in concomitanza con esplosioni radio simili ai misteriosi lampi radio veloci (FRB). Le sue osservazioni, relative al primo lampo radio veloce identificato nella Via Lattea il 28 aprile 2020, sono pubblicate su Nature Astronomy in uno studio guidato da Marco Tavani, presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e responsabile scientifico di AGILE, che ha coinvolto ricercatori di INAF, Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ENEA e diverse università, sia in Italia che all'estero.

La magnetar in questione si chiama SGR1935+2154, è stata scoperta nel 2014 e ruota su sé stessa ogni 3,2 secondi. Tra il 27 e il 28 aprile 2020, il rivelatore a raggi X-duri a bordo del satellite AGILE ha rivelato decine di brevi lampi nei raggi X nell'arco di sette ore. Sembrava ordinaria amministrazione per una magnetar, se non fosse che uno di questi lampi, della durata di mezzo secondo, è giunto in contemporanea con un fortissimo impulso nelle onde radio, peraltro doppio e brevissimo, meno di un millesimo di secondo. Queste osservazioni hanno mostrato per la prima volta che una magnetar può produrre lampi di raggi X in coincidenza con esplosioni radio simili a FRB, e che un FRB, se associabile a una sorgente di tipo magnetar, potrebbe emettere lampi di raggi X. In particolare, il lampo X il cui arrivo coincide temporalmente con l'impulso ricevuto anche in onde radio risulta meno intenso e caratterizzato da energie più basse rispetto alla raffica di lampi X emessi dalla stessa sorgente e osservati precedentemente da AGILE. I lampi X più deboli, dunque, sono probabilmente prodotti da un meccanismo diverso rispetto a quello che causa l'emissione dei lampi più intensi.

(ANSA).

© Riproduzione riservata

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