Sabato, 23 Gennaio 2021
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Va in pensione il radiotelescopio di Arecibo, cacciatore di Et

Va in pensione, destinato alla dismissione per motivi di sicurezza, il radiotelescopio più celebre del mondo, quello di Arecibo, nell’isola di Porto Rico, famoso per la caccia ai segnali di vita extraterrestre, con il progetto Seti (Search for Extra-Terrestrial Intelligence), e protagonista di celebri scoperte come le pulsar, tra le più intense sorgenti radio del cosmo, o il primo pianeta esterno al Sistema Solare. La decisione è stata presa dalla National Science Foundation (Nsf) degli Stati Uniti, che gestisce l’osservatorio.

Costruito nel 1963, Arecibo è entrato nella cultura popolare come scenario dei film GoldenEye, della serie di 007, e Contact, con Jodie Foster, ispirato a un romanzo dell’astronomo Carl Sagan, padre del progetto Seti.

La notizia della chiusura di Arecibo ha spiazzato la comunità scientifica internazionale, che ha lanciato una campagna social con l’hashtag #CosaAreciboSignificaPer Me. “Non so cosa dire, è proprio incredibile, sarà difficile rimpiazzarlo”, spiega alla rivista Nature Robert Kerr, ex direttore dell’osservatorio. Si dice “totalmente affranto”, Abel Méndez, astrobiologo dell’Università di Porto Rico, tra i più assidui utilizzatori di Arecibo.

Le rotture improvvise, ad agosto e inizio novembre 2020, di due cavi che supportano la struttura sospesa sulla grande antenna di Arecibo, del diametro di 305 metri, per decenni la più grande al mondo, hanno causato, come mostrano le immagini dall’alto, “danni troppo estesi da riparare”, spiega la Nsf, “con un grande buco dal quale è ben visibile la vegetazione al di sotto dell’antenna”.


Particolare di uno dei due cavi rotti, che hanno portato alla decisione di mandare in pensione l’osservatorio di Arecibo (fonte: University of Central Florida/Arecibo Observatory)

 

Il rischio, spiega la Nsf, è che la rottura di un altro cavo possa fare precipitare sull’antenna la struttura sospesa in alto. Per questo, la Nsf, sta programmando di portarla in basso in modo sicuro. Per Ralph Gaume, direttore della divisione astronomia della Nsf, “tentare di testare la resistenza dei cavi rimasti, o di stabilizzare la struttura, potrebbe, infatti, accelerarne il collasso”.

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