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Identikit del Sars-CoV2, dalle origini alle varianti

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Particelle del coronavirus SarsCov2 sulla superficie di una cellula, ottenute dal Niaid (fonte: NIAID-RML)
© ANSA

Anche se studiatissimo e passato al setaccio in questi ultimi 10 mesi dai ricercatori di tutto il mondo, il virus Sars-Cov2 nasconde ancora molti punti oscuri sulle sue origini, le sue armi e i punti deboli, e ancora non c'e' certezza sulle sue varianti, come l'ultima che sarebbe nata in Spagna e che ora sarebbe diffusa in tutta Europa.
Resta ancora un mistero quale sia stato l'animale nel quale è avvenuto il salto di specie dal pipistrello all'uomo, quanto gli asintomatici possono contagiare, perchè in alcuni casi l'infezione non dà sintomi e in altri uccide, né quanto dura l'immunità data dagli anticorpi. Ecco il punto sulle conoscenze finora disponibili:

L'ORIGINE: la sequenza genetica del virus SarsCoV2 indica una chiara parentela con il pipistrello del genere Rhinolophus, piu' noto come 'Ferro di cavallo'. Si pensava che il pangolino fosse l'animale che ha consentito il salto di specie, ma gli studi condotti finora lo hanno 'scagionato'.

LA SUA ARMA PRINCIPALE: è grazie alla proteina Spike che il virus riesce ad aggredire le cellule umane attraverso il recettore Ace2, che si trova in gran quantità nei tessuti di cuore, intestino, polmoni e fegato.

UNA MALATTIA SISTEMICA: molto presto e' emerso che si tratta di una malattia molto piu' aggressiva rispetto all'influenza perche' il recettore Ace2 si trova sulle cellule di molti organi. Dopo le prime settimane di pandemia si è capito che la Covid-19 non e' una malattia respiratoria, ma una malattia sistemica, che colpisce e produce danni a cuore, polmoni, fegato, reni, sistema endocrino e cervello, e cancella senso del gusto e olfatto.

CONTAGIOSO ANCHE SENZA SINTOMI: la carica virale è molto alta prima che compaiano i sintomi. Le tracce della sua presenza possono persistere per diverse settimane e perfino mesi. Uno studio italiano dell'Azienda Unita Sanitaria Locale-Irccs di Reggio Emilia su oltre mille pazienti positivi sintomatici ha dimostrato che in sei casi su dieci il virus viene eliminato dall'organismo entro 30 giorni dal primo test e all'incirca 36 giorni dall'insorgenza dei sintomi.

ANTICORPI: l'immunita' c'è, ma non è ancora chiaro quanto tempo duri. Secondo uno studio dell'Imperial College di Londra gli anticorpi calano rapido in tre mesi, soprattutto fra gli anziani e asintomatici, mentre secondo il Mount Sinai Hospital di New York il 90% dei malati che ha avuto una forma lieve o moderata di Covid-19 mantiene una forte risposta degli anticorpi, per almeno cinque mesi. Quello che è ormai sicuro invece è che ci si può ammalare due volte di Covid-19.

FATTORI DI RISCHIO: obesità e diabete di tipo 2 sono dei fattori di rischio di avere forme gravi di Covid-1

VARIANTI: Sono sei le varianti principali del SarsCoV2, che non dimostra di mutare velocemente. Cinque sono quelle identificate in Italia, mentre una nuova variante, diffusa in molti paesi europei, sarebbe partita presumibilmente dalla Spagna.

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