Venerdì, 07 Agosto 2020
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Su una luna di Giove aurore simili a quelle terrestri

Su una luna di Giove viste aurore simili a quelle della Terra, grazie a uno strumento italiano. E' stato possibile grazie alla mappa del polo Nord di Ganimede, ricostruita grazie alle immagini catturate dallo strumento Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper), dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), con la responsabilità scientifica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e realizzato in Italia dalla Leonardo-Officine Galileo. Lo strumento è a attivo a bordo ?della missione Juno della Nasa, che dal 4 luglio 2016 studia i segreti del gigante gassoso del Sistema Solare e delle sue lune.

L’osservazione, spiegano gli esperti italiani, è stata possibile “grazie a una complicata manovra orbitale, che ha permesso di osservare Ganimede con la migliore visuale possibile. La manovra - proseguono - ha portato la sonda Juno a sorvolare il 26 dicembre 2019 il polo Nord di Ganimede a una distanza di circa 100.000 chilometri, permettendo così a Jiram di raccogliere circa 300 immagini e 20 mila spettri nell’infrarosso della sua superficie”, precisano i responsabili italiani dello strumento. Una delle caratteristiche di Ganimede è possedere, caso unico tra le lune del Sistema Solare, un campo magnetico simile a quello terrestre.

Questa luna di Giove, la cui superficie è composta prevalentemente da ghiaccio d’acqua, è esposta alla precipitazione di particelle cariche in maniera simile a quanto avviene sul nostro pianeta, un fenomeno che produce le aurore boreali. “Su Ganimede però - chiariscono gli esperti di Inaf e Asi - in mancanza di una atmosfera, le particelle energetiche cariche bombardano direttamente la superficie della luna, creando una sorta di aurora solida”. Jiram, concludono i responsabili dello strumento, “è stato in grado di osservare gli effetti di questa invisibile pioggia di particelle sulla composizione del suolo ghiacciato di Ganimede, che mostra una grande variabilità apparendo come una sfera ghiacciata non uniforme”. Questi dettagli inediti forniti dallo strumento italiano saranno utili per la futura missione dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) Juice, prevista per il 2028.

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