Giovedì, 27 Febbraio 2020
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Coronavirus, il picco dell'epidemia a Wuhan a fine febbraio

Il picco dell'epidemia di Covid-19 potrebbe arrivare a Wuhan a fine febbraio o al piu' tardi ai primi di marzo; nel resto della Cina, dove il nuovo coronavirus ha cominciato a circolare piu' tardi, il picco potrebbe arrivare fra aprile e maggio ma potrebbe anche non arrivare: e' l'analisi del fisico Alessandro Vespignani, direttore del Network Science Institute della Northeastern University di Boston. Esperto di sistemi complessi, Vespignani ha seguito l'andamento dell'epidemia fin dagli inizi.

La situazione a Wuhan
"Bisogna distinguere fra Wuhan, dove l'epidemia e' cominciata ed e' esplosa, e il resto della Cina, dove l'epidemia e' arrivata piu' tardi", ha detto il ricercatore all'ANSA. "A Wuhan il picco e' possibile fra 2-3 settimane, ossia tra fine febbraio e primi di marzo: in questi calcoli c'e' sempre un margine di incertezza nell'ordine di una settimana".

Nel resto della Cina
Nel resto della Cina, ha aggiunto, si presentano almeno due scenari, che dipendono dalla capacita' delle autorita' sanitarie di controllare o meno l'epidemia.
Il primo scenario e' il piu' ottimista e si basa sulla possibilita' che le province cinesi diverse da Wuhan riescano a contenere l'epidemia. "In questo caso non assisteremmo a un vero e proprio picco" e "l'attivita' dell'epidemia potrebbe restare limitata o andare a scendere", ha detto ancora Vespignani.
Il secondo scenario prevede invece che non si riesca a a contenere l'epidemia, che in questo modo "potrebbe raggiungere il picco ad aprile-maggio, forse anche giugno".

In ogni caso, ha rilevato, "non si puo' dire che fra qualche settimana sara' tutto finito e l'epidemia sara' scomparsa". Bisognera' anche tenere d'occhio quello che accade fuori dalla Cina, prima di tutto nei Paesi in cui sono avvenuti casi di trasmissione del coronavirus da uomo a uomo. "E' una situazione in via di evoluzione: a Wuhan epidemia e' partita e fara' il suo corso; nel resto del mondo stiamo a guardare".
Di sicuro, ha osservato Vespignani, "le restrizione sui viaggi e le misure di quarantena stanno limitando molto l'importazione di casi dalla Cina, ma adesso la nostra attenzione deve spostarsi sui luoghi con cui abbiamo comunicazioni e fare attenzioni non si creino focolai di epidemia persistenti".

Mappa della diffusione dei casi di Covid-19 dal 12 gennaio al 12 febbraio 2020 (fonte: Metropolitan, Wikipedia)

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