Venerdì, 06 Dicembre 2019
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Primi indizi di ossigeno nell'atmosfera di Marte

Non solo metano, nell'atmosfera di Marte c'è anche ossigeno: lo ha 'annusato' il rover-laboratorio Curiosity della Nasa, che sta esplorando il cratere Gale dal 2012. Il risultato è stato pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Planets dai responsabili scientifici della missione, coordinati da Melissa Trainer, del Goddard Space Flight Center della Nasa.

A rilevare le tracce di ossigeno è stato lo strumento di Curiosity Sam (Sample Analysis at Mars), che nel corso degli ultimi tre anni marziani, pari a circa sei anni terrestri, ha misurato le variazioni stagionali delle molecole di ossigeno nella porzione di atmosfera corrispondente al cratere Gale. E' emerso così che l'ossigeno si comporta in modo simile al metano, con livelli molto bassi d'inverno, al di sotto dell'1%, che possono aumentare crescono fino al 30% in primavera e in estate. Prudente la valutazione dei ricercatori della Nasa.

"Fa bene la Nasa a mantenere la cautela su questi risultati. Non sappiamo, ad esempio, se siano circoscritti o se possano essere estesi su scala planetaria", commenta Enrico Flamini, che insegna esplorazione del Sistema Solare nell'Università 'Gabriele d'Annunzio' di Chieti.  "È però singolare - prosegue - che ci sia questa corrispondenza tra il metano e l'ossigeno, come se siano in qualche modo collegati".


Nuvole nel cielo di Marte catturate dagli strumenti del rover Curiosity della Nasa sopra il cratere Gale (fonte: NASA/JPL-Caltech)

 

La crescita e la repentina diminuzione dei livelli di ossigeno non possono essere spiegati con le normali dinamiche dell'atmosfera e si va quindi in cerca di un'altra causa, per esempio di natura geologica. Una seconda possibile spiegazione potrebbe essere legata alla presenza di forme di vita batterica, mai dimostrata finora.

"In quest'ottica - ha rilevato Flamini - diventa ancora più importante la missione ExoMars 2020", dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e dell'agenzia spaziale russa Rosmosmos, che prenderà il via l'anno prossimo. La missione, nella quale cui l'Italia ha un ruolo importante con l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e con l'industria, ha l'obiettivo di cercare sul pianeta tracce di vita presente o passata. Per Flamini, "più studiamo Marte, più scopriamo che è un pianeta complesso. Con un ambiente - conclude - diverso dalla Terra, ma non così alieno dal nostro pianeta".
 

 

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