Sabato, 21 Settembre 2019

L'Europa leader nell'osservazione della Terra, crescita del 12% l’anno

L’Europa è il leader mondiale nel settore dell’Osservazione della Terra, con una crescita del 12% l’anno in termini di produzione e analisi dei dati prodotti dai satelliti: un vero e proprio record, considerando che la crescita globale nello stesso settore è del 6%. Lo ha detto oggi a Frascati il direttore per l’Osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Josef Aschbacher, aprendo  la settimana dedicata all’innovazione, chiamata ‘Phiweek ‘, dove Phi è la lettera greca adottata dalla fisica come simbolo dell’evoluzione.

Il motore della crescita record dei dati satellitari in Europa è senza dubbio, ha detto ancora Aschbacher, la costellazione dei satelliti per l’osservazione della Terra Copernicus, nata dalla collaborazione fra l’Esa e la Commissione Europea. “Dal programma Copernicus derivano
Nuove e grandi opportunità, grazie al grande volume di dati che vengono forniti ogni giorno e a una flotta su satelliti davvero completa”, ha aggiunto riferendosi alle ‘Sentinelle’, il nome che riunisce le diverse famiglie di ‘occhi’ specializzati nell’osservare i ghiacci, le foreste e lo sviluppo agricolo, la salute degli oceani e i cambiamenti climatici.

Un altro ingrediente del record è la sinergia con altre organizzazioni specializzate nell’osservazione della Terra, come Eumetsat e con i programmi nazionali, come Cosmo-SkyMed gestito dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi): “una sinergia davvero unica al mondo”, ha rilevato.
“Sappiamo di avere un sistema eccellente nello spazio, il migliore al mondo nell’osservazione della Terra, e adesso la scommessa è collegarlo alla rete di dati per processarli e diffonderli. Non abbiamo ancora un sistema altrettanto efficiente sulla Terra per disseminare le conoscenze: per questo abbiamo ancora molto lavoro da fare e l’intelligenza artificiale è fra le tecnologie che potranno aiutarci, insieme al cloud. Prevediamo grandi investimenti in futuro in questi settori. Siamo appena all’inizio”.

Si tratta, ha concluso, di “trasformare in servizi per i cittadini e in opportunità economiche la grande quantità di dati e le informazioni generate dai satelliti per l’osservazione della Terra, ha detto ancora Aschbacher. “La crescita del 12% l’anno in produzione e analisi dei dati è davvero notevole e può creare nuove opportunità per le industrie, ad esempio per sviluppare dati utili per rispondere alle tante domande su come sta cambiando il nostro pianeta”.

© Riproduzione riservata

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