Sabato, 21 Settembre 2019

Alla ricerca sulle rane salvavita il premio Oca d'oro per la scienza utile

Scienza e Tecnica
il logo del premio dell'Occa d'oro, assegnato alle ricerche utili alla società (fonte: Golden Goose Award)
© ANSA

Pelle di rana salvavita perché ha aperto la strada a una cura contro il colera, il sangue di animali marini simili ai granchi che diventa una spia di tossine letali, la spinta alla comprensione delle malattie autoimmuni: sono le ricerche vincitrici del premio dell'Oca d'oro 2019 (Golden Goose Awards), che viene assegnato a studi inizialmente curiosi, ma che poi si sono rivelati preziosi, portando importanti benefici alla società.

Il Premio, giunto all'ottava edizione, viene assegnato da una giuria guidata dall'Associazione americana per l'avanzamento della scienza (Aaas) che il 10 settembre premierà a Washington, tre gruppi di ricerca. Fra i vincitori c'è David Sachar che mentre lavorava a un progetto sulla salute pubblica in Bangladesh nel 1965, adattò un apparato sperimentale che utilizzava la pelle di rana per testare l'attività intestinale nei pazienti con colera. Senza un trattamento rapido, circa la metà delle persone con colera muore, ma con il trattamento, il numero di vittime scende a meno dell'1%. La sua ricerca ha portato allo sviluppo di una semplice soluzione orale per il trattamento del colera, che ha salvato circa 50 milioni di vite in tutto il mondo.
Jack Levin e Frederik Bang (a cui andrà il premio postumo), invece, saranno premiati per aver sviluppato un test per sperimentare la tossicità dei farmaci, grazie a una scoperta sul sangue dei "granchi a ferro di cavallo". Questi animali marini hanno infatti un meccanismo efficiente per rilevare le tossine batteriche e combattere le infezioni collegate. Il test Lal (Limulus ameobocyte lysate), sviluppato grazie a questa scoperta, viene utilizzato per testare quasi tutti i farmaci, le iniezioni e molti dispositivi farmaceutici. Per il cruciale contributo alla comprensione di molte malattie autoimmuni, dal lupus all'artrite reumatoide, saranno premiati, infine, Noel Rose ed Ernest Witebsky (premio postumo). Negli anni '50, gli esperimenti di Rose, con la guida di Witebsky, su una sostanza prodotta dalle cellule della tiroide trovarono che l'organismo, tramite una disfunzione del sistema immunitario, può attaccare i propri tessuti, portando a una maggiore comprensione di queste malattie e aprendo la strada a potenziali trattamenti

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