Venerdì, 06 Dicembre 2019
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Svelato il telescopio europeo Flyeye, cacciatore di asteroidi

Ha preso forma il grande 'occhio' del super telescopio europeo Flyeye, il futuro guardiano della Terra che grazie alla sua struttura modulare simile all'occhio composto degli insetti scruterà il cielo ogni notte in modo automatico per individuare gli asteroidi più piccoli e imprevedibili a rischio di impatto imminente con la Terra. Presentato dall'Agenzia spaziale europea (Esa) insieme a quella italiana (Asi) presso gli stabilimenti di OHB Italia di Turate, vicino Como, lo strumento ha iniziato la fase di integrazione delle 16 telecamere che gli daranno la super vista con cui sarà operativo a partire dal 2021 in Sicilia, nel sito in via di costruzione sul Monte Mufara.


Rappresentazione artistica del telescopio FlyEye, installato in Sicilia, sul Monte Mufara (fonte: ESA)

 

Con un peso di quasi 24 tonnellate, 6,5 metri di altezza e 4 di larghezza, Flyeye rappresenterà "un primato tecnologico tutto italiano: realizzarlo è stata una vera sfida", afferma il responsabile del programma Flyeye Lorenzo Cibin, di OHB Italia. Costato circa 15 milioni di euro, il telescopio "sarà il primo al mondo - precisa l'esperto - capace di fornire protezione contro eventi come l'esplosione avvenuta a Chelyabinsk nel 2013".

Grazie a Flyeye, infatti, "potremo scoprire asteroidi fino a 40 metri di diametro con un anticipo di almeno tre settimane prima che impattino contro l'atmosfera terrestre", spiega Ian Carnelli, responsabile Programma Studi Generali dell'Esa. "In pratica, potremo finalmente prevedere i cosiddetti bolidi, quei frammenti che due o tre volte al mese entrano nell'atmosfera terrestre creando una scia luminosa che li rende simili a palle di fuoco", osserva l'esperto. Per migliorare le osservazioni, "stiamo già lavorando all'installazione di un secondo Flyeye in Cile: l'obiettivo finale – continua Carnelli - è allestire una rete di quattro telescopi, due per ogni emisfero, in modo da avere la visione completa del cielo".


Il telescopio FlyEye in costruzione In Italia (fonte: OHB Italia)

 

Con Flyeye, l'Italia riafferma ancora una volta il suo primato nello studio degli asteroidi: una passione iniziata oltre due secoli fa con l'astronomo Giuseppe Piazzi, scopritore del primo asteroide nel 1801, e continuata poi con le ricerche di Andrea Milani all'Università di Pisa, che nel 1999 hanno portato al primo sistema di monitoraggio poi copiato perfino dalla Nasa. "Oltre che monitorare gli asteroidi, però, è necessario anche scoprirli, come fanno le reti di telescopi statunitensi: con Flyeye l'Europa può finalmente mettersi al passo", spiega Ettore Perozzi dell'ufficio di sorveglianza spaziale dell'Asi.

Le potenzialità del nuovo super telescopio, sottolinea l'esperto, potranno andare anche oltre la caccia agli asteroidi: "l'enorme flusso di dati che verrà prodotto potrà essere utile in molti altri campi dell'astronomia, per studiare i mutamenti del cielo come la variazione di luminosità delle stelle". Con l'obiettivo di mettere questo cielo al servizio di tutti, aggiunge Perozzi, "la stessa Agenzia spaziale italiana si è candidata ad accogliere l'enorme flusso di informazioni prodotto dal telescopio nel suo centro di gestione di dati astronomici, dove già arrivano i dati di moltissimi telescopi orbitanti".

© Riproduzione riservata

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