Lunedì, 18 Novembre 2019
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Radon dalle faglie dell'Etna

Oltre a generare terremoti e fratturazioni del suolo, le faglie dell'Etna emanano radon, un gas cancerogeno. Lo indica la ricerca condotta dall'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e pubblicato sulla rivista Frontiers in Public Health.

Per tre anni sono state registrati i dati di 12 sensori in 7 edifici sulle pendici meridionali e orientali del vulcano: a Giarre, Zafferana Etnea, Aci Catena, Aci Castello e Paternò. I sensori hanno rilevato concentrazioni medie annue spesso superiori a 100 Bequerel per metro cubo (Bq/m3), valore di primo livello di attenzione per esposizione media annuale raccomandato dall'Oms.


Mappa dell’Etna con le principali aree urbane (in colore grigio). I cerchi azzurri indicano i siti di misura del radon. Le curve di livello sono rappresentate in metri. In alto a sinistra, uno dei radonometri utilizzati. (fonte: INGV)

 

In alcuni casi, tale concentrazione media è risultata maggiore di 300 Bq/m3, con punte superiori a 1.000 Bq/m3. Lo studio documenta che la concentrazione è più alta nella case più vicine alle faglie. Per il potenziale problema alla salute l'Ingv ritiene "opportuno e utile approfondire ed estendere il monitoraggio" a un numero di gran lunga maggiore di case.

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