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L'intelligenza artificiale incontra l'etica

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L'intelligenza artificiali comincia a confrontarsi con l'etica (fonte: geralt, pixabay)
© ANSA

Dopo aver dimostrato quanto e' capace di fare al tavolo di gioco e a bordo delle automobili che si guidano da sole, passando per la finanza e la sicurezza delle comunicazioni, l'intelligenza artificiale si trova adesso a dover affrontare una delle sfide piu' difficili con l'uomo, confrontandosi per la prima volta con l'etica. "Uno dei temi principali e' quello dell'uguaglianza", ha detto l'esperta di robotica Maria Chiara Carrozza, della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa ed ex ministro per l'Istruzione, Universita' e Ricerca.

Si discute soprattutto su come la societa', attraverso l'educazione e la politica, possano riuscire ad evitare ogni disparita' fra chi conosce e sa gestire le tecnologie legate all'intelligenza artificiale e chi invece le ignora. E' questo, ad esempio, il tema principale del dibattito che sta nascendo in Italia, promosso soprattutto con il tavolo permanente di confronto organizzato dal presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, cardinale Gianfranco Ravasi, e dal recente incontro organizzato a Roma dall'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede. Per il ministro dell'Istruzione, l'Universita' e la Ricerca, Valeria Fedeli, che ha partecipato all'ultimo incontro, "e' sempre piu' importante che in Italia se ne possa discutere in termini pubblici dandoci anche delle regole, perche' dobbiamo immaginare l'intelligenza artificiale non solo come uno sviluppo della ricerca importante, ma soprattutto come uno strumento a servizio del benessere delle persone".

Il nuovo obiettivo e' quindi "lavorare per progresso", ha rilevato Maria Chiara Carrozza, che partecipa attivamente agli incontri, e "senza rischiare di aumentare la disuguaglianza fra chi ha gli strumenti per gestire queste nuove tecnologie e chi non li ha". Un dibattito analogo e' stato promosso recentemente anche dall'Unione Europea da un gruppo di Lavoro promosso dal Comitato europeo economico e sociale (Eesc), secondo il quale l'Europa deve seguire una politica che assicuri lo sviluppo, la disponibilita' e l'uso dell'intelligenza artificiale nell'obiettivo del benessere comune. "Per questo - ha rilevato Carrozza - e' molto importante il ruolo della politica per far si' che queste nuove tecnologie possano aiutare tutti". Gli strumenti per riuscire in questo sono, secondo Carrozza, "istruzione, l'educazione e la formazione dei cittadini, che devono essere educati a conoscere l'intelligenza artificiale, per capire che cosa sia e soprattutto per essere consapevoli di tutte le possibili ricadute".

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