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Tumori: test genetici fondamentali per terapia su misura

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Tumori: test genetici fondamentali per terapia su misura
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Eseguire il test per la ricerca di mutazioni genetiche è fondamentale nella scelta delle terapie migliori per il tumore della mammella e dell'ovaio, ma anche per quello metastatico alla prostata e del polmone. Dovrebbe, per questo, essere effettuato al momento della diagnosi per indirizzare al meglio 'terapie su misura'. A fare il punto, l'evento scientifico "Cancro: le nuove frontiere dei trattamenti in oncologia ed ematologia", organizzato da AstraZeneca al Centro Congressi La Nuvola, a Roma.

Nella terapia del cancro del seno "è in corso una vera rivoluzione", afferma Saverio Cinieri, presidente Associazione Italiana Oncologia Medica (Aiom). "Si sta delineando infatti un nuovo sottotipo, cioè con bassa espressione della proteina Her2, che può ridefinire la cura per la metà delle pazienti colpite dalla malattia metastatica, oggi non trattate con terapie mirate perché considerate Her2 negative". Per quanto riguarda, invece, i tumori della mammella ereditari in stadio precoce, in donne con mutazione dei geni Brca1 e 2, "la terapia mirata Olaparib colpisce le mutazioni di questi geni - continua Cinieri - per ridurre ulteriormente il rischio di recidiva. Nello studio OlympiA, il trattamento adiuvante, cioè successivo alla chirurgia, con olaparib ha ridotto il rischio di morte del 32%". Olaparib è rimborsato anche nel carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione con mutazioni Brca1/2. "Olaparib ha aperto l'era della medicina di precisione anche nel tumore della prostata - spiega Romano Danesi, direttore del Dipartimento di Medicina di Laboratorio Aou Pisana -. La molecola ha più che triplicato la sopravvivenza libera da progressione, garantendo buona qualità di vita". Le mutazioni genetiche sono in grado di guidare la scelta della terapia anche nel carcinoma del polmone, che in Italia ha causato 34mila decessi nel 2021. "Nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in stadio precoce - conclude Danesi - il trattamento post chirurgico con osimertinib, terapia mirata anti EGFR, ha intento curativo. Parlare di guarigione in questa malattia è un grande risultato, impensabile solo pochi anni fa".

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