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In Italia in 3,5 milioni con diabete, evitarlo è possibile

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(ANSA) - ROMA, 26 APR - In Italia un italiano su diciotto è diabetico, uno su sei tra gli over-65, per un totale di 3,5 milioni di diabetici, con un aumento di circa il 60% negli ultimi vent'anni.
    È quanto emerge dal libro "Il diabete di tipo 2 - una malattia evitabile" (Edizioni Lswr), scritto da un gruppo di ricercatori dell'Istituto Mario Negri (e di altre importanti istituzioni italiane) coordinato dal Professor Silvio Garattini.
    Oltre a fare il punto su malattia e cure, il testo offre delle strategie preventive per evitare la malattia tout court: bisogna combattere strenuamente i tre fattori di rischio principali, sovrappeso/obesità; sedentarietà e disagi socioeconomici.
    "I tre fattori si incrociano perché i soggetti a basso reddito hanno anche più probabilità di avere cattivi stili di vita e quindi di assumere cibo molto calorico, di riservare poca attenzione alla salute, di avere una scarsa tendenza all'esercizio fisico" spiega Garattini. "Occorre inoltre adeguare i programmi scolastici, dalle scuole dell'infanzia all'università, per diffondere i buoni stili di vita - continua l'autore - Inoltre, una migliore ridistribuzione della ricchezza, che consentirebbe di diminuire la povertà, dovrebbe ridurre non solo il diabete, ma anche altre malattie croniche evitabili, inclusi tumori e demenze senili - e quindi anche i costi del SSN". Infine, a livello regionale e locale, è fondamentale organizzare opportunità di esercizio fisico attraverso la realizzazione di piscine, palestre, itinerari di passeggiate.
    Il testo di Garattini affronta anche il nodo delle complicanze della malattia, e fa una disamina completa dei farmaci disponibili (dai più tradizionali ai più recenti e che controllano tali complicazioni).
    "Tutto il carico di malattie legate al diabete, di sofferenze e di costi è evitabile - conclude il gruppo di ricerca coordinato da Garattini - Lo scarso interesse per la prevenzione, un'attività in conflitto di interessi con il mercato della medicina, è alla base del continuo aumento di casi di diabete. È quindi necessaria una rivoluzione culturale, una presa di coscienza collettiva - non solo di natura medica - se si vuole operare nel senso della prevenzione anziché iniziare le terapie quando sono evitabili". (ANSA).
   

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