Lunedì, 08 Agosto 2022
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Disabilità: Mercurio, tante ancora le barriere da abbattere

"Per la disabilità manca tantissimo, soprattutto il cambiamento della società, un cambiamento della prospettiva. Disabilità non è solamente la minorazione, l'essere cieco o l'essere sordo, ma uno stato dato dalla relazione tra la minorazione che affligge la persona e l'ambiente in cui la persona vive". Francesco Mercurio è il presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d'Oro e parla così per spiegare il muro che ancora ha davanti chi è affetto da una pluriminorazione. La data del 3 dicembre rappresenta una importante occasione per sottolineare la strada che ancora c'è da fare per abbattere le barriere e migliorare l'inclusione di una persona disabile nella società e nella vita di tutti i giorni. «E' la data della Giornata Internazionale persone con disabilità – spiega Mercurio -, un momento in cui ci si ferma un attimo e si fa il punto sulla situazione per la categoria che in quella giornata viene celebrata.

E' importante perché ci ricorda la Convenzione Onu sui diritti per le persone con disabilità e ci obbliga a pensare a cosa manca e a quanto manca per la sua piena attuazione". Mercurio osserva come in Italia oggi "siamo ancora abituati a pensare alla disabilità connessa alla minorazione, a una persona cieca spetta questo". Ma in virtù proprio della Convenzione Onu il pensiero dovrebbe spostarsi perché "la disabilità non è solamente la minorazione, l'essere cieco, l'essere sordo – insiste Mercurio -, la disabilità è data dalla relazione tra la minorazione che affligge la persona e l'ambiente in cui la persona vive. Questa è una idea che se compresa, se accolta, se assorbita dalla società potrebbe veramente portare quel il cambiamento che noi auspichiamo e ci aspettiamo". Per quanto riguarda le persone sordocieche "il problema è più specifico – continua Mercurio –, a noi persone pluriminorate questa cosa ci riguarda da vicino perché queste pluridisabilità, proprio perché pluri, fanno fatica a stare nella rigida etichettatura della concezione sanitaria che attualmente vige in Italia".

La Lega del Filo d'oro è impegnata anche per la revisione della legge sulla sordocecita, la n. 107 del 2010. In Italia, una persona si può definire sordocieca se oltre alla minorazione visiva – che può essere insorta durante tutto l’arco della vita – si aggiunge anche una disabilità uditiva, purché la minorazione sia congenita o, se acquisita, insorga durante l’età evolutiva e sia tale da aver compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato. Non sono considerate sordocieche le persone che, pur non vedenti, siano diventate sorde dopo il dodicesimo anno di età, o coloro che, nati senza alcuna minorazione sensoriale, siano stati colpiti da sordocecità in età successiva ai dodici anni. Si è creato così un limbo normativo: la Legge n. 107 riconosce la sordocecità come disabilità specifica unica, ma oggi appare inadeguata al fine di una tutela giuridica collettiva che includa tutte le persone con disabilità aggiuntive. "Siamo impegnati in prima linea per l’iter per la revisione e la piena applicazione della legge n. 107 del 2010. Il comitato delle persone sordocieche della Lega del Filo d'Oro ha fatto delle proposte per il miglioramento e l'attuazione della legge che riconosce la sordocecità "ma che a tutt'oggi è ferma – dice Mercurio - per dei meccanismi interni.

Il comitato ha partecipato ai tavoli dell'Osservatorio nazionale sulla disabilità e al tavolo della Fish, la federazione italiana per il superamento dell'handicap, con la stesura delle proposte che sono confluite nella proposta di legge delega depositata alla Camera lo scorso 9 novembre. "Questa legge – conclude Mercurio - prevede che sia riconosciuta la disabilità nell'accezione della Convenzione Onu, cioè che passi l'idea che la disabilità non è solamente una minorazione, ma che la condizione della persona con disabilità può essere migliorata se l'ambiente nel quale la persona vive glielo consente".

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