Mercoledì, 08 Dicembre 2021
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Gimbe: casi crescono da 5 settimane, sale pressione sugli ospedali. Richiami in ritardo

In 18 Province si contano oltre 150 casi Covid per 100.000 abitanti: Trieste (674), Gorizia (492), Bolzano (442), Forlì-Cesena (311), Padova (274), Rimini (249), Aosta (248), Ravenna (214), Treviso (213), Venezia (213), Vicenza (200), Pordenone (186), Udine (183), Fermo (172), Ascoli Piceno (166), Belluno (162), La Spezia (162) e Imperia (160). Lo rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe relativo alla settimana 17-23 novembre 2021. "Quando l'incidenza supera i 150 casi per 100mila abitanti - commenta Nino Cartabellotta,presidente Gimbe- gli amministratori devono decidere eventuali restrizioni mirate per arginare la diffusione". 

Per la quinta settimana consecutiva aumentano a livello nazionale i nuovi casi settimanali (+27%) con una media giornaliera più che quadruplicata se si confrontano i 2.456 contagi che si registravano il 15 ottobre con i 9.866 registrati il 23 novembre. Lo rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe relativo alla settimana 17-23 novembre 2021, rispetto alla precedente. L'aumento interessa, con ampie variazioni, tutte le regioni salvo la Basilicata e trascina verso l'alto le curve sul fronte ospedaliero: i ricoveri con sintomi crescono del 15,8% (4.597 rispetto a 3.970) e le terapie intensive del 16,4% (560 rispetto a 481).

L'aumento della circolazione virale è ben documentato dall'incremento sia del rapporto positivi/persone testate (da 3,6% a 14,7%). In aumento anche i decessi: 437 negli ultimi 7 giorni (di cui 25 riferiti a periodi precedenti), con una media di 62 al giorno rispetto ai 57 della settimana precedente. "Sul fronte ospedaliero - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - si registra un ulteriore incremento dei posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +15,8% in area medica e +16,4% in terapia intensiva".

In termini assoluti, il numero di pazienti Covid in area medica è passato da 2.371 del 16 ottobre a 4.597 del 23 novembre 2021 (+93,9%) e quello nelle terapie intensive da 338 del 25 ottobre a 560 del 23 novembre 2021 (+65,7%). A livello nazionale, in base al monitoraggio Agenas, al 23 novembre, il tasso di occupazione è dell'8% in area medica e del 6% in area critica, con notevoli differenze regionali: "per l'area medica superano la soglia del 15% Provincia Autonoma di Bolzano (16%) e Friuli-Venezia Giulia (18%) che con il 14% supera anche quella del 10% per l'area critica".

Gimbe, richiami in ritardo, riguardano 22,6 mln entro 2021
B
isogna arrivare a 600mila dosi a giorno.Stabili nuovi vaccinati
Sono stabili a 127 mila, nell'ultima settimana, le prime dosi di vaccino somministrate, "un numero che, seppure esiguo, dimostra che esiste ancora la possibilità di convincere gli indecisi". Riprendono, invece, le forniture di vaccini. Mentre sono in lieve aumento ma in "netto ritardo" le somministrazioni dei richiami: "Per coprire le persone chiamate a fare la terza dose entro il 31 dicembre, ovvero 22,6 milioni, il ritmo dovrebbe salire a 600.000 somministrazioni al giorno". È quanto emerge dal nuovo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe.

Secondo le indicazioni ministeriali, stima il Gimbe, le persone che possono ricevere entro la fine del 2021 la dose booster sono in totale 27,3 milioni: di cui 15,19 milioni di over 60 che hanno completato il ciclo con qualsiasi vaccino entro il 3 agosto; 822 mila di under 60 che hanno ricevuto Johnson&Johnson entro il 3 agosto; 11,28 milioni di persone con età compresa fra 40 e 59 anni che hanno completato il ciclo vaccinale con Pfizer, Moderna o AstraZeneca entro il 3 agosto.

Considerato che ad oggi sono già state somministrate 3,91 milioni di dosi booster e 764 mila dosi aggiuntive, "entro il 31 dicembre dovrebbero essere somministrate sino a 22,62 milioni di terze dosi, pari a una media di oltre 610 mila somministrazioni al giorno", si legge. "Per contenere la quarta ondata nel nostro Paese - spiega il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - sul fronte vaccini è indiscutibile la necessità di raggiungere il maggior numero possibile di persone non ancora vaccinate, sia accelerare con la somministrazione delle terze dosi, in particolare negli over 60 e nei fragili".

Su questo fronte, aggiunge Cartabellotta, "preoccupano particolarmente 2,1 milioni di over 80, 4,4 milioni di 70-79enni, 5,1 milioni di 60-69enni e i 6,2 milioni di 50-59enni che, visti i dati sull'efficacia vaccinale a 6 mesi e a fronte delle imminenti festività natalizie che implicheranno certamente un aumento dei contatti sociali in luoghi chiusi, risultano ancora scoperti dalla dose booster".

 

 

 

 

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