Lunedì, 29 Novembre 2021
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Da Pompei alla Sma, viaggio nella medicina in 19 tappe

Dai manufatti in terracotta degli scavi di Pompei, agli affreschi del 1600 che riportano scene delle epidemie del passato, dagli strumenti dei primi interventi chirurgici fino alle innovazioni della farmacologia moderna. Si articola in attraverso 19 tappe Mudimed, la prima sala del Museo digitale sulla storia del metodo scientifico in medicina, promossa da Novartis e presentata oggi al Ministero della Cultura.

Il viaggio parte dall'antica Grecia, attraverso la Guerra del Peloponneso, opera di Tucidide che documenta la peste che colpì Atene nel 430 a. C. Raccoglie gli ex voto in terracotta che rappresentano parti del corpo per cui si richiede l'intervento risanatore del dio; passa dal celebre ritratto, rinvenuto a Pompei, che rappresenta Enea curato da un medico che estrae con una pinza chirurgica la freccia dalla sua gamba. Tra le opere visibili online, la riproduzione seicentesca di un corsetto per la correzione delle deformità della colonna vertebrale e i kit risalenti al 1700 con gli strumenti che venivano utilizzati per il salasso, pratica curativa utilizzata per secoli. E, ancora, raccolte di testi medici tardo-medioevali illustrati e opere d'arte raffiguranti gli effetti dell'epidemia del 1600. Quindi i progressi della farmacologia e le nuove frontiere della medicina nel 20/mo secolo con la Terapia genica contro la SMA 1 o atrofia muscolare spinale, approvata nel 2019 negli Stati Uniti e due anni dopo in Italia per correggere il difetto genetico alla base della malattia.

L'iniziativa è frutto di un protocollo siglato da Novartis con il Ministero della Cultura. "Si tratta di un esempio di collaborazione tra pubblico e privato per contribuire a rafforzare un rapporto di fiducia tra scienza e società e promuovere la conoscenza del metodo scientifico", spiega Pasquale Frega, amministratore Delegato Farma e Country President Novartis Italia. A raccontare le opere storici e accademici, come la biologa e divulgatrice scientifica Barbara Gallavotti e Guido Silvestri, immunologo presso l'Emory University di Atlanta.
I materiali digitalizzati sono stati messi a disposizione da alcuni tra i più noti musei e biblioteche italiani e sono stati raccolti in un archivio virtuale da Google Arts & Culture. "Mudimed - ha commentato - Martina Colasante, Government Affairs & Public Policy di Google Arts&Culture - consente di realizzare la ragione per cui è nata questa piattaforma Google, ovvero aiutare le istituzione culturali a mettere a disposizione di tutti il loro patrimonio, facendo sì che qualsiasi persona in ogni parte del mondo possa fruire delle opere digitalizzate. Dal 2011 a oggi abbiamo digitalizzato ben 400.000 opere e 6 milioni di reperti".

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