Mercoledì, 02 Dicembre 2020
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Frega (Novartis),da Covid scossa per innovazione digitale

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Pasquale Frega, Contry president Novartis Italia e amministratore delegato Novartis Farma
© ANSA

L'emergenza legata al coronavirus ha dato una scossa al settore della salute, in particolare per quanto riguarda l'approccio all'innovazione digitale. È la cosiddetta connected care, che mette la persona al centro creando modelli organizzativi che favoriscano l'integrazione delle cure tra ospedale e territorio e migliorino in qualche modo l'empowerement della persona stessa, una delle chiavi per far posto anche all'innovazione farmaceutica che verrà e che riguarda non solo il coronavirus. Lo ha spiegato Pasquale Frega, Country President e Amministratore Delegato di Novartis Farma, intervenendo al primo Health Talk del progetto "La salute in movimento". "Dal punto di vista di salute, sviluppo, anche farmaceutico veniamo da 100 anni di progresso non rallentato. Si è rivoluzionata la medicina, la chirurgia, sono nate tecnologie - ha evidenziato Frega - l'età media è raddoppiata negli ultimi 120 anni. Non ci si e' però focalizzati sulla salute come bene essenziale: il Covid ha dato una svegliata, facendo capire che senza salute non c'è futuro. La trasformazione digitale e' un elemento fondamentale, considerato così da anni. Ma il settore della salute è risultato quello più lontano dal digital, non si vedeva forse il reale potere della connected care. Ma reggere le crescenti domande di salute con risorse quasi costanti nel tempo, in Italia il 6-7% del Pil e' investito in salute da vent'anni, altri Paesi magari investono a livelli più alti ma con una percentuale che rimane sempre uguale, non si può fare senza affrontare il tema della connected care. La risposta è una reale trasformazione digitale della salute e le opportunità che ne derivano". "Si è parlato di un rinascimento della ricerca nel settore farmaceutico- ha proseguito -ma non solo per Covid. La connected care può fare spazio all'innovazione che arriverà e dovrà essere gestita. Nell'emergenza Covid abbiamo recuperato un gap in termini di digitale mostruoso in poco tempo. Si è messo in moto un grande movimento, le progettualità che stanno emergendo per la sanità col Recovery Fund in tutte le loro spinte portano all'innovazione digitale. Il Covid e' stato come l'11 settembre per la salute, e la risposta deve essere una risposta corale, che coinvolga tutti". "Oggi la cura non è generica - ha aggiunto Luciano Floridi, professore ordinario di filosofia ed etica dell'informazione dell'Università di Oxford - ma mirata al paziente con le sue caratteristiche specifiche. Per sartorializzare al meglio servono sempre più dati, ma occorre avere anche regole che ne permettano il buon uso. Che rendano il dato importante per trattare la salute ma non lesivo per altre questioni. Altra cosa importante è distinguere tra salute come assenza di malattia e benessere: in questi ambiti a livello di vita e' importante il tempo e la qualità del tempo stesso".

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