Domenica, 08 Dicembre 2019
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Farmaci: Simg, equivalenti buoni e risparmiano Ssn e pazienti

Si chiamavano 'generici', ora sono "equivalenti". Un cambio terminologico che prelude a un cambio di passo, culturale e non solo. E' un percorso di crescita con ampie possibilità di sviluppo quello delineatosi a Catania, nella sede di Federfarma, in occasione della giornata di confronto su 'Farmaci equivalenti in Sicilia per la sostenibilità del sistema sanitario regionale'.

I margini di incremento sul territorio nazionale e regionali li raccontano i numeri. "In Italia - spiega Umberto Comberiati, Senior Director Business Unit Generics, Otc e Portofolio di Teva Italia - l'utilizzo del farmaco equivalente è ben al di sotto degli standard europei, attestati oltre il 50%: il dato nazionale è intorno al 30%, in Sicilia siamo al 20%. Abbiamo deciso di aprire un confronto con le istituzioni, la classe medica e i farmacisti in Sicilia perché siamo certi di poter aiutare il sistema sanitario regionale e nazionale ad essere più sostenibile e nel contempo per divulgare la cultura sul farmaco equivalente".

Medici di famiglia e farmacisti sono figure centrali in quest'ottica, punti di riferimento per il paziente e snodi essenziali nella divulgazione di un messaggio facilmente comprensibile.
"Una comunicazione chiara - conferma Gioacchino Nicolosi, presidente di Federfarma Sicilia - è fondamentale. Chiamare 'generico' il farmaco equivalente era sbagliato, trasmetteva l'idea di una sottomarca. Cambiando la terminologia è cambiata anche la percezione. E' basilare, nel rapporto con il cittadino, spiegare bene l'attività del farmaco, la sua effettiva equivalenza e i risparmi connessi. E' chiaro che molto cambia in funzione dell'interlocutore - osserva Nicolosi - i giovani e le donne sino ai 40 anni sono molto più propensi al cambiamento e aperti alle novità; gli anziani sono più diffidenti, specialmente se hanno particolari patologie, e talvolta basta modificare il colore della confezione per generare confusione. Il lavoro, per essere efficace, va svolto sinergicamente tra farmacista e medico: ciò produce un risparmio per il sistema sanitario, ma anche per lo stesso cittadino".

"In questa dinamica il ruolo del medico di famiglia è di assoluta importanza", rileva Luigi Spicola, presidente Società italiana di medicina generale (Simg) Sicilia, perché, spiega "è il professionista che decide, dopo aver definito la diagnosi, se affidarsi a un farmaco brand o equivalente". "Ogni volta che scegliamo questi ultimi - sottolinea - lo facciamo con massima fiducia perché pienamente convinti che abbiano pari bontà ed efficacia dei farmaci cosiddetti originatori".

"Quello delle malattie croniche - aggiunge Spicola - è uno dei veri problemi dell'organizzazione sanitaria. La popolazione invecchia, spesso si sommano più patologie nello stesso paziente e salgono i costi, che l'utilizzo del farmaco equivalente può limitare. Il vero punto, però - chiosa il medico - sta nello stabilire percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali per i nostri pazienti che consentano di affrontare in maniera ottimale tali patologie senza disperdere risorse".

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