Venerdì, 15 Novembre 2019
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Influenza, meno di 2 bimbi su 100 sotto i 5 anni si vaccinano

Salute e Benessere
Influenza, meno di 2 bimbi su 100 sotto i 5 anni si vaccinano
© ANSA

Meno di 2 bimbi su 100 sotto i 5 anni vengono vaccinati contro l'influenza, eppure si ammalano 5 volte di più dell'adulto. Tanto che, l'inverno passato, a esserne stati colpiti sono stati, secondo l'Istituto Superiore di Sanità (Iss), 883.000 bambini in questa fascia di età. A puntare l'attenzione sui più piccoli è stato il Flu Day organizzato dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) di Roma, per promuovere la vaccinazione anti-influenzale.

I bambini tra 6 e 59 mesi, spiega il segretario di Fimp Roma e Provincia Teresa Rongai, "hanno una media nazionale di vaccinazioni di circa 1,7%, con valori minimi in Umbria allo 0,3% e nel Lazio a 0,8%. Eppure, sono i più esposti all'infezione e diffondono maggiormente il virus, favorendo il contagio anche in famiglia". In questa fascia d'età, inoltre, precisa Antonietta Spadea, direttore Unità Operativa Complessa Tutela e Promozione della Salute della Asl Rm1, "contrarre l'influenza può aumentare il rischio di faringiti, bronchiti e polmoniti". Lungi dal rafforzare il sistema immunitario, il virus influenzale, infatti, presenta una proteina sulla superficie esterna, precisa Spadea, "che penetra nelle cellule delle vie respiratorie e lascia aperto il passaggio ad altri tipi di batteri, che possono creare una sovrainfezione".

Per questo il vaccino è fortemente consigliato e offerto in tutta Italia a chi soffre di asma. Alcune regioni, però, vanno anche oltre. Ad esempio, "nella Regione Lazio, si possono vaccinare gratuitamente i bimbi da 6 mesi a 9 anni che hanno sofferto di una qualche malattia respiratoria, pur se non particolarmente grave o cronica. Stiamo quindi sensibilizzando i pediatri a promuovere le vaccinazioni tra i bimbi piccoli". Diversamente dal medico di medicina generale, che non può rifiutarsi di vaccinare gli anziani over65, i pediatri possono a loro discrezione decidere di farlo o meno. "Ma sono tenuti comunque - conclude - a informare i genitori dei rischi e a indirizzarli nel modo migliore.
   

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