Venerdì, 22 Novembre 2019
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Nessuno lasciato indietro, giornata dedicata a sindrome Down

Emanuela ha 20 anni, fa un tirocinio a Milano e sogna di andare a vivere con il fidanzato: Irene frequenta la quinta liceo e nel tempo libero una scuola di danza hip pop e un corso di cinematografia; Simone invece lavora in un ristorante di una multinazionale svedese di mobili ed è contento dell'aiuto che riceve sul posto di lavoro dai colleghi: le loro sono fra le storie diffuse dal Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle persone con la sindrome di Down (CoorDown) in occasione della giornata nazionale dedicata alla sindrome di Down, che si ricorda il 13 ottobre.

"Non lasciate indietro nessuno" è il messaggio che i volontari distribuiranno in oltre 200 piazze, con una tavoletta di cioccolato, per promuovere i progetti d'inclusione sociale in tutto il territorio nazionale e per ricordare che solo maggiori opportunità a scuola, nel mondo del lavoro e nella vita sociale possono portare alla piena inclusione per ogni persona con disabilità. Negli ultimi 40 anni in Italia gli sforzi per realizzare un cambiamento culturale verso la concreta inclusione hanno portato molte persone con la sindrome di Down a raggiungere traguardi importanti e l'obiettivo oggi per CoorDown è far sì che quanto è alla portata di molti si trasformi in realtà per tutti.

Grazie all'indagine "Ora Parlo Io!" l'associazione ha raccolto le esperienze di vita di centinaia di ragazzi e ragazze e sono 650 i questionari compilati finora. I primi dati analizzati dicono che, dell'85% dei ragazzi Down che frequentano la scuola dichiara di stare in classe con i compagni tanto (63%) e abbastanza (22%); al 73% vengono assegnati compiti a casa e il 44% dichiara di fare gli stessi compiti dei compagni. "La ricerca, lanciata pochi mesi fa - evidenzia Antonella Falugiani presidente di CoorDow - ha rafforzato l'impegno ad ascoltare e divulgare le percezioni, le aspettative delle persone con sindrome di Down. L'obiettivo è essere al loro fianco nel quotidiano, e in attesa che le richieste fatte nelle sedi istituzionali abbiano un seguito con risposte concrete non ci stancheremo di batterci per far rispettare i diritti, ancora troppo spesso negati a causa di supporti inadeguati, pregiudizi sociali e basse aspettative".

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