Giovedì, 18 Luglio 2019

Ella e la paura delle flebo, un orsetto per superarla

Salute e Benessere
L'orsetto 'nascondi sacca' per non avere paura della flebo
© ANSA

  Quando ad Ella, una bimba del Connecticut, a sette anni è stata diagnosticata una malattia denominata porpora trombocitopenica idiopatica, in cui in sostanza il corpo attacca e distrugge le piastrine del sangue mettendo a rischio di sanguinamenti e ferite, una delle cose che le hanno fatto più paura erano le flebo, per delle infusioni endivenose che doveva fare a cadenza di sei-otto settimane. Era intimidita dall'aspetto della quantità di tubi e attrezzature mediche sull'asta delle flebo e così ha deciso di 'mascherarle' usando un animale di pezza, un orsetto, e la colla a caldo. È nato così Medi Teddy, un orsacchiotto 'nascondi-sacca', che col suo aspetto simpatico ha alleggerito le cure e che ora la ragazza, diventata dodicenne, vorrebbe facesse compagnia anche ad altri bambini in ospedale. "Lo scopo di Medi Teddy - ha spiegato Ella secondo quanto riporta la Cnn che ha raccontato la sua storia - è quello di nascondere una sacca di fluido, farmaco o prodotto sanguigno dal bambino che lo riceve". Il retro del sacchetto è realizzato in modo che infermieri e medici possano vedere lo stato del medicinale che il paziente sta ricevendo e la ragazza ha realizzato diversi prototipi e li ha consegnati alle sue infermiere per un feedback su come migliorarlo.
    Ella ha poi studiato i piani aziendali a scuola per uno studio indipendente e ha creato il proprio per Medi Teddy. Con l'aiuto della mamma, vorrebbe creare un'organizzazione no-profit. E nei giorni scorsi Ella e sua mamma hanno lanciato una campagna di raccolta fondi per racimolare 5 mila dollari in modo da poter realizzare e consegnare i primi 500 Medi Teddy. La sorpresa è che in poche ore sono arrivati oltre 20 mila dollari.
    E l'idea di questa bimba l'hanno raccontata tutti i media americani, Cnn in testa. Ella ha fatto sapere che, una volta raccolti i soldi per realizzarli, gli orsetti verranno regalati ai bambini ricoverati nei reparti pediatrici degli ospedali.
   

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