Domenica, 16 Giugno 2019

Oggetti 'amici' dei malati reumatici, soluzioni che semplificano la vita

Salute e Benessere
L' uncino per cintura di sicurezza. Foto dal sito +Ability
© ANSA

Prendere gli spicci o il bancomat dal portafogli per pagare, aprire una bottiglia, fare un movimento di mezza rotazione del busto per prendere la cintura di sicurezza in macchina. Ma anche piegarsi a terra per raccogliere qualcosa che è caduto. Gesti quotidiani che però non sono così semplici e scontati per tutti: possono talvolta mettere in seria difficoltà chi soffre ad esempio di una malattia reumatica. Si sta sempre più pensando all'ideazione di oggetti 'amici' di chi soffre di queste patologie.

Alcuni, come gli adattatori per posate e spazzola, si trovano in vendita sul web, altri sono stati ideati con il supporto dei pazienti stessi nell'ambito di un progetto nel 2017, "Noi non ci fermiamo", da cui sono nate anche evoluzioni. Un gruppo di pazienti reumatici delle Associazioni Anmar (Associazione nazionale malati reumatici) e Apmar (Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare) insieme al team di designer del +Lab (Politecnico di Milano) nell'ambito del progetto #NoiNonCiFermiamo promosso da Roche, ha ideato oggetti pensati per aiutare a superare le barriere dovute a rigidità e dolori articolari. Gli oggetti creati sono disponibili online per tutta la community dei pazienti, grazie all'impiego della stampa 3D. È così che Italia Agresta, consigliere di Apmar e referente di Bari dell'associazione, che ha l'artrite reumatoide, ha potuto realizzare insieme a un progettista il prototipo di un 'uncino' denominato Lhook che la aiuta ad afferrare la cintura di sicurezza della macchina senza la torsione del busto. Ce l'ha a casa e lo utilizza nelle giornate più 'difficili'.

"All'inizio - spiega Italia - si è cercato di individuare quali fossero le difficoltà per ciascuno di noi, poi si è cercato di fare una scrematura per individuare i progetti concretamente più realizzabili. Infine, singolarmente abbiamo lavorato al prototipo. Di cui può sono disponili informazioni online e le istruzioni".Ci sono anche un calzascarpe speciale, un apritappi per agevolare la presa e il movimento di apertura di tappi di varie dimensioni a forma di margherita denominato Daisy e una pinza raccogli-oggetti richiudibile, che può essere comodamente trasportata all'interno di una borsetta o un marsupio. Questo prodotto, denominato Manola, nasce dall'intenzione di Raffaele Convertino di poter raccogliere gli oggetti che cadono per terra fuori dall'ambiente domestico senza piegarsi.

Raffaele, che è referente in Puglia per Apmar e ha un'artrite idiopatica giovanile, evidenzia "di aver sempre ricercato la completa autonomia", e crede che "sia prima di tutto un atteggiamento mentale, che se scatta porta a trovare soluzioni per migliorare la quotidianità". Ha prima cercato di essere autosufficiente in casa, per non dipendere da nessuno nel vestirsi e in altre piccole e grandi cose, per poi affrontare i problemi fuori casa, come la raccolta degli oggetti che cadevano. "Manola è un buon punto di partenza - spiega - ma in Apmar stiamo lavorando all'evoluzione di un prototipo sul web, telestick, che "ha un manico per l'impugnatura da cui partono due 'bracci' telescopici, uno ad uncino con una calamita, l'altro con dischetto adesivo". " Ha una capacità di raccolta di 3-4 utilizzi - aggiunge - poi bisogna ricordare di lavarlo perché sia sempre 'performante'. Stiamo cercando con un ingegnere di farlo evolvere, dotarlo di una luce e qualche altro ausilio".
    

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