Mercoledì, 25 Novembre 2020
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Presto al via test clinici su molecole con effetti anti-aging

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Presto al via test clinici su molecole con effetti anti-aging
© ANSA

 Verso sperimentazioni cliniche per testare una nuova famiglia di molecole promettenti contro invecchiamento e malattie correlate (da cancro a demenza etc), gli "agenti senolitici", sostanze che contrastano l'invecchiamento uccidendo le cellule invecchiate (senescenti) e che in una serie di studi su animali si sono rivelate efficaci contro molte malattie della terza età.
    Un lavoro sul Journal of the American Geriatrics Society traccia i possibili scenari di queste sperimentazioni su pazienti con i composti senolitici.
    Queste sostanze hanno come bersaglio le cellule senescenti, che col tempo si accumulano nel nostro corpo e sono implicate in malattie croniche tipiche della terza età, diabete, malattie cardiovascolari, tumori, demenze, artrite, osteoporosi, spiega l'autore principale del lavoro James Kirkland della Mayo Clinic di Rochester.
    "I trial clinici - ha riferito Kirkland in un'intervista all'ANSA - sono prossimi a cominciare, coinvolgeranno pazienti con gravi malattie legate alla senescenza cellulare e comporteranno lo stretto monitoraggio dei volontari e test estesi per verificare i possibili effetti collaterali e l'efficacia degli agenti senolitici". In una serie di studi su animali questi composti si sono dimostrati in grado di ridurre la fragilità, proteggere la salute cardiovascolare, consentire agli animali di restare sani più a lungo in età anziana.
    L'idea è che un intervento che colpisca le cellule senescenti contrastandone l'accumulo, possa attenuare i processi dell'invecchiamento ed è questo che si tenterà di verificare nelle prime sperimentazioni cliniche che dovrebbero coinvolgere pazienti anziani affetti da una o più malattie croniche, ad esempio neurodegenerative come l'Alzheimer. L'obiettivo ultimo sarà vedere se eliminando le cellule senescenti con questi composti si potranno ringiovanire organi e tessuti e si potranno curare le malattie dell'invecchiamento e la fragilità associata alla terza età.(ANSA).
   

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