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Esperto, da reni a onco-ematologia epoetina ha 30 anni storia

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Esperto, da reni a onco-ematologia epoetina ha 30 anni storia
© ANSA

MADRID - Dalle patologie renali, all'ematologia e l'oncologia, ed ulteriori utilizzi si affacciano ancora all'orizzonte: sono gli ambiti in cui si è dimostrata l'efficacia dell'epoetina, una molecola con 30 anni di storia, ed a ripercorrerla è Francesco Locatelli, direttore Emerito del Dipartimento di nefrologia, dialisi e trapianto renale dell'Ospedale Alessandro Manzoni di Lecco.

"All'inizio - spiega l'esperto - soffrire di patologie renali, di insufficienza renale in particolare, e solo trent'anni fa, era un grande problema in termini di cura e qualità di vita. Perché la strada terapeutica era una sola: dialisi spesso 'combinata' a trasfusioni anche frequenti, e persino settimanali, specie in caso di anemia importante, quale diretto effetto collaterale dell'insufficienza renale. Ma la risposta terapeutica a questi limiti è arrivata sul mercato e nella pratica clinica da circa trent'anni: è appunto l'epoetina, un farmaco in grado di stimolare la produzione di globuli rossi, a vantaggio di un migliore controllo, dell'anemia. Essa dunque ha segnato una svolta epocale nel trattamento dell'insufficienza renale e delle sue complicazioni". Ma non solo: "In tutta la popolazione in lista di attesa per il trapianto di rene, l'epoetina ha consentito di ridurre il rischio di sensibilizzazione dovuta alle trasfusioni, le quali alla lunga stimolano una produzione di anticorpi che rendono poi difficile sia il reperimento di sacche di sangue compatibili sia la ricerca di un rene compatibile e la sua stessa durata". Oggi i pazienti in dialisi 'ufficiale' in Italia sono all'incirca 60 mila e al quinto stadio, quello più serio e associato a un forte grado di anemia dipendente da una funzionalità renale inferiore al 15%, si conta una percentuale di pazienti in dialisi pari a circa l'80-90%. Ma la molecola ha riservato ulteriori sorprese e nel 2000 è approdata anche in onco-ematologia e oncologia: "Lo sbarco è avvenuto, in ambito oncologico e emato-oncologico - chiarisce Locatelli - circa 15 anni fa segnando una svolta anche nel trattamento di queste patologie, in particolare dei tumori solidi. L'utilizzo di questa cura per l'anemia in ambito oncologico si può inquadrare come un approccio 'di emergenza', perché limitato nel tempo ma a dosaggi molto alti, fino a 10 volte più alti di quelli usati nelle aree precedenti. In questo ambito - sottolinea - l'epoetina può rappresentare il 'mezzo' per controllare l'anemia, la quale può essere dipendente da un trattamento chemioterapico o dalle stesse forme tumorali".

E non finisce qui. Un nuovo capitolo potrebbe infatti aprirsi per questa longeva molecola: "Neonati, protezione contro eventi cerebrovascolari, dall'ictus in particolare, trattamento di pazienti reumatologici e diabetici sono - conclude Locatelli - i nuovi possibili ambiti di applicazione dell'epoetina secondo nuovi studi di efficacia".

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