Martedì, 07 Dicembre 2021
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Dal laser un aiuto alla femminilità per le donne con tumore

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Dal laser un aiuto alla femminilità per le donne con tumore
© ANSA

I tumori femminili possono causare disturbi importanti come atrofia vaginale, incontinenza e impossibilità ad avere rapporti sessuali: il laser si è dimostrato in questi casi una terapia molto efficace. Lo evidenzia uno studio tutto italiano pubblicato sulla rivista Journal of Cancer Therapy e discusso all'ASCO, il più importante Congresso mondiale di oncologia in corso a Chicago.

"Si tratta di un lavoro scientifico importante, promosso all'Ospedale Cannizzaro di Catania - commenta Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme Contro il Cancro - perché per la prima volta si trova una soluzione efficace al problema dell'atrofia vaginale in donne con tumore. Nel 2016, in Italia sono stati diagnosticati 50.200 nuovi casi di cancro del seno, 8.200 del corpo dell'utero e 5.200 dell'ovaio. Disturbi come atrofia vaginale, incontinenza, difficoltà o impossibilità di avere rapporti sessuali sono conseguenze frequenti dei trattamenti con ormonoterapia, chemioterapie e radioterapia.
   

Oggi, per queste forme di tumore stiamo riuscendo a parlare di cronicizzazione, per cui è normale occuparci anche di migliorare la qualità di vita delle pazienti, un tema molto forte in questa edizione dell'ASCO". Ben il 70% delle donne con tumore del seno va incontro ad atrofia vaginale in seguito alle terapie ormonali utilizzate: "Condizioni, purtroppo sottostimate", rileva Cognetti. Lo studio ha coinvolto 33 pazienti, sottoposte a trattamento laser per stimolare la produzione di collagene.
 Finora le terapie disponibili erano i trattamenti ormonali, non utilizzabili dalle donne che hanno avuto diagnosi di tumore, e da gel lubrificanti che però hanno una limitata efficacia.
 Questo studio "rappresenta un passaggio importante perché si possa sviluppare anche fra gli oncologi una maggiore attenzione verso temi che finora - conclude Cognetti - sono stati poco affrontati: solo il 10% infatti ne parla col medico".
   

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