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Federauto: in ultimi 5 anni solo 1,9% acquisti elettrico

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L'auto elettrica è stata scelta solo dall'1,9% di chi ha acquistato una nuova auto negli ultimi cinque anni e più del 50% degli acquisti complessivi di nuovi veicoli è avvenuto tramite un concessionario, segue il contatto diretto tra privati (18,7) e il rivenditore plurimarche (18,5%).
    Lo rileva una ricerca condotta da Format Research per Federauto.
    Tra chi non ha scelto l'elettrico il 27,2% si dice propenso a dotarsene nei prossimi anni, ma solo con agevolazione. Questo tipo di veicolo, evidenzia lo studio, trova maggiore interesse soprattutto tra i giovani e i residenti nelle grandi aree metropolitane. Le ragioni che spingono più di un italiano su due a rivolgersi al concessionario, rileva l'analisi, sono la fiducia (43%), seguita dall'assistenza nella gestione delle pratiche, in primis finanziamenti, (29,3%), l'ampia gamma di soluzioni di acquisto (25,2%). Oltre due terzi dei consumatori (70,1%), spiega Federauto, preferiscono il contatto diretto all'acquisto via web, mentre per la scelta il 34,5% ascolta i consigli del rivenditore, il 22% si basa sul passaparola, il 21,8% si affida alla qualità del marchio, il 20,3% consulta i siti online specializzati, il 17,3 % preferisce il sito della casa madre. L'87% di chi si rivolge ai concessionari italiani si dice "soddisfatto o molto soddisfatto". 

Cosentino, con regolamento Vber a rischio 72mila posti

"E' una fase delicata per il mondo dei concessionari d'auto, crediamo che il nuovo regolamento Vber (Vertical block exemption regulation) peggiori le condizioni di acquisto per i consumatori, oltre a mettere a rischio ben 72.000 posti di lavoro nel nostro Paese. Il modello distributivo voluto dalla Commissione europea retrocede i concessionari al ruolo di semplici agenti e rischia di mettere a repentaglio l'1,8% del Pil, con un minor gettito fiscale del 3%". Lo dichiara nel corso di una conferenza stampa il presidente di Federauto, Adolfo De Stefani Cosentino. Quanto al mercato elettrico Cosentino spiega che "a oggi si tratta chiaramente di una nicchia di mercato. Le auto elettriche potranno acquisire in futuro nuovi spazi di mercato, man mano che diverranno più accessibili e il Paese si doterà delle infrastrutture necessarie". Tuttavia questa transizione, in assenza di incentivi per lo svecchiamento del parco circolante italiano, avrà delle ripercussioni sul mercato dell'auto, sottolinea Cosentino, prevedendo che "entro pochi anni passeremo da circa 1.230 concessionari intorno agli 800 e caleranno moltissimo gli showroom, quindi dovremo riorganizzarci, dobbiamo cambiare in un mondo che cambia". Il presidente di Federauto apre poi ai combustibili alternativi: "Penso anche - ha osservato - che si possa pensare ad alternative all'elettrico, non ultimo l'idrogeno".

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