Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Crisi chip, per Governo Usa è problema sicurezza nazionale

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Gina Raimondo, ministro Commercio Usa
© ANSA

Negli Stati Uniti, la carenza di chip è sempre più vista come un problema di sicurezza nazionale, ed è quindi comprensibile che la Casa Bianca stia ora facendo un nuovo tentativo per raccogliere dati sulla situazione da tutte le aziende coinvolte, sempre su base volontaria. L'obiettivo, a cui lavora il ministro del Commercio, Gina Raimondo, è quello di avviare un'azione più forte contro i 'colli di bottiglia' dei semiconduttori, che in Usa stanno penalizzando duramente l'industria elettronica e le Case automobilistiche.

Per far ciò, la Raimondo - ex governatore dello Stato di Rhode Island, di origini italiane - ha avviato un'analisi dei dati relativi a tutti gli elementi della catena di approvvigionamento, cioè i produttori e gli acquirenti di semiconduttori, ma anche gli intermediari. A tutte le aziende è stato chiesto di fornire al ministero i dati sull'andamento delle scorte, della domanda e della situazione delle consegne, il tutto entro 45 giorni.    

La partecipazione è volontaria, ma Gina Raimondo ha sottolineato, tuttavia, che si potrebbe cercare una base giuridica per una risposta obbligatoria a queste richieste in caso di scarso riscontro. Ed ha comunque precisato che le informazioni fornite dalle società rimarranno riservate. L'industria automobilistica è ancora particolarmente colpita da queste strozzature e dalla politica commerciale dei produttori. Uno dei motivi è che fare affari con l'automotive è meno redditizio per le aziende di chip rispetto alla vendita a grandi aziende di elettronica a causa delle quantità relativamente più basse.
Nell'interesse della sicurezza nazionale - afferma la Casa Bianca - dovrebbero essere prodotti più semiconduttori negli Stati Uniti e, per sostenere il settore, il presidente Usa Joe Biden ha annunciato di aver messo a disposizione ben 52 miliardi di dollari, un provvedimento su cui voterà questa settimana il Senato.
   

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