Martedì, 18 Febbraio 2020
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Micromobilità: ANCMA, invasione monopattini cinesi in Europa

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(ANSA) - ROMA, 24 GEN - Nel corso del 2019 sono stati importati dalla Cina nei diversi mercati europei 625 mila monopattini, secondo i dati forniti da EBMA-European Bicycle Manufacturers Association, con un incremento del 37% rispetto all'anno precedente. A titolo esemplificativo, nello stesso lasso di tempo, l'importazione in Europa di e-bike cinesi - anche per effetto dei dazi di recente introduzione - si sono attestate sulle 195 mila unità.

I dati dell'import - sottolinea un comunicato dell'ANCMA, Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori - confermano la grande diffusione della micromobilità nelle città europee e pongono l'attenzione sul tema della sicurezza. "La recente equiparazione dei monopattini alle biciclette - disposta da un emendamento alla legge di bilancio 2020 - non sembra tenere conto di alcune differenze sostanziali tra le due tipologie di mezzi. Le biciclette, infatti, per poter essere commercializzate all'interno del mercato europeo, devono soddisfare i requisiti di sicurezza previsti da alcune norme tecniche comunitarie, in particolare la UNI ISO 4210 su progettazione e assemblaggio dei veicoli e la UNI EN 15194 specifica sulle biciclette a pedalata assistita; lo stesso non si può dire per i dispositivi di micromobilità rispetto ai quali è in corso un processo di normazione a livello europeo, che tuttavia non ha ancora portato alla definizione di uno standard comunitario".

Inoltre, la maggior parte dei monopattini oggi in commercio vengono venduti attraverso i canali online e i grandi marketplace elettronici, dove una verifica preventiva dei requisiti di sicurezza di questi dispositivi, prodotti quasi esclusivamente da aziende extra-europee - sottolinea ANCMA - "è pressoché impossibile: diverso è il caso delle biciclette, per le quali il ruolo dell'industria, prevalentemente europea e del rivenditore svolgono un'importante funzione di accompagnamento verso scelte più consapevoli".

"Riteniamo di condividere - dichiara Paolo Magri, Presidente di Confindustria ANCMA - le perplessità espresse dal Sottosegretario Traversi, ospite qualche giorno fa del nostro Osservatorio Focus2R e auspichiamo una riformulazione della misura che consenta di riprendere l'attività sperimentale promossa nella scorsa primavera dal Ministero dei Trasporti: solo in questo modo sarà possibile arrivare ad un corretto inquadramento di questi veicoli - che rappresentano senza dubbio un'importante contributo alla mobilità sostenibile - all'interno del codice della strada".(ANSA).

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