Mercoledì, 23 Ottobre 2019

Bus elettrici per la mobilità del futuro, addio a CO2

Dalla Cina alla Sardegna passando per l'Olanda: la mobilità diventa sempre più elettrica. Dalle città medie come Cagliari a quelle più grandi come Amsterdam sino alle megalopoli come Pechino, la strada è già tracciata e porta dritta verso le emissioni zero. È la tendenza confermata nel Mobility Innovation Tour a Cagliari, evento internazionale sulla mobilità e percorso di convegni con l'obiettivo di delineare le opportunità e le prospettive offerte dall'innovazione al mondo del trasporto pubblico. A confronto esperienze e progetti di aziende di trasporto pubblico locale come Atm Milano e Tper Bologna. Padrone di casa il Ctm di Cagliari con i suoi vertici, il presidente Roberto Porrá e il direttore generale Roberto Murru. Con loro partner industriali e anche punti di vista che arrivano dall'organizzazione internazionale del trasporto pubblico Uitp e dall'agenzia del bacino di Amsterdam.
    Che la direzione dei pullman sia 'verde' lo ha fatto vedere una slide proiettata da Michele Tozzi (Uitp) su quanto sta accadendo a Shenzen, in Cina: i bus elettrici nel 2001 erano 101, nel 2017 sono diventati oltre seimila. Ma è il trasporto pubblico di Amsterdam il modello per l'Europa: 110 bus elettrici con riduzione dell'11% di Co2 nel 2018. E da qui al 2025 sarà un escalation. Nel 2025 si arriverà a 692 mezzi con riduzione di emissioni del 91%.
    E in Italia? Le aziende di trasporto comprano sempre più bus elettrici, ma Andrea Gibelli, presidente dell'associazione delle società di Tpl, Asstra, sottolinea che ci vogliono anche i soldi. "Servono almeno 500 milioni all'anno per rinnovare il parco mezzi. Risorse da aggiungere a quelle del Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, coniugando le esigenze della transizione ecologica e dell'abbassamento massiccio dell'età media degli autobus. Per questo la transizione all'elettrico su gomma richiede gradualità, buon senso e il riconoscimento per il nostro settore dello status di settore energivoro". Obiettivo: ottenere gravi fiscali nell'acquisto dell'elettricità.

Ora servono anche le "case" dei bus elettrici
Il modello dell'Atm di Milano, 12 minuti per la ricarica

Svolta elettrica nella mobilità. Ma non si tratta solo di comprare un bus all'avanguardia o di cambiare il motore, come ha spiegato il direttore generale del Ctm di Cagliari Roberto Murru: intorno al nuovo "carburante" si deve costruire un nuovo mondo di servizi e strutture. Insomma nuove "case" per i bus ecologici, che tengano conto di tempi, spazi ed esigenze diversi. Ad esempio, il "pit stop" con il rifornimento di gasolio in deposito, a Milano, ora è di due minuti. Ma l'elettrico sta cercando di recuperare tempo su quelle prassi collaudate da una vita: un bus elettrico ora ha bisogno di dodici minuti tra manovre di arrivo e uscita. Anche su questi dettagli - raccontati dal direttore Operations di Atm Milano Alberto Zorzan durante la tappa cagliaritana del Mobility Innovation Tour - si gioca in Italia la partita dell'elettrico e delle emissioni zero. "Siamo fiduciosi che questo possa essere un momento transitorio - spiega Zorzan - speriamo che ci sia un futuro di un mondo ideale con l'autobus che non ha bisogno di tutto questo". La trasformazione? "Bisogna sottolineare anche gli aspetti più delicati di questo cambiamento - argomenta il dirigente di Atm - c'è un contesto intorno che va riequilibrato e ci sono aspetti di caratterizzazione che vanno adattati alle singole situazioni: non esiste un progetto che vada bene dovunque". Si punta sul 'verde', dunque, ma sempre monitorando progressi e risultati. "I quattro pilastri del progetto iniziato un anno fa - ricorda Zorzan - riguardano la trasformazione della flotta, la ristrutturazione dei depositi, la realizzazione delle infrastrutture di ricarica. E il rinnovo dei veicoli ausiliari. Quest'ultima è stata la parte più facile, l'abbiamo già fatta. Devo dire con buona soddisfazione". Per il rinnovo della flotta a Milano si muovono in trazione elettrica a batteria trenta veicoli, venticinque di ultima generazione. Percorso in un anno a mezzo, a batteria, un milione di chilometri. "L'obiettivo del 2030 è quello di sostituire tutti gli autobus", indica il manager. I depositi? Vanno adattati alla svolta, i mezzi elettrici hanno bisogno di cura e spazi diversi. Per il momento si adattano strutture già esistenti. Ma ora si punta a costruire ex novo le "case" dei pullman elettrici. Su questo anche la Sardegna si sta muovendo bene. Il professor Riccardo Genova, dell'università di Genova, ha sottolineato come "il modello Cagliari riassume in un unico contesto operativo, oltre alla tradizionale ricarica notturna in deposito, le diverse declinazioni applicabili nel settore: reti filoviarie Imc (In motion charging) e ricarica rapida in linea per autobus elettrici".

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