Venerdì, 30 Settembre 2022
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Issey Miyake, addio al 'sarto del vento'

Si è spento all'età di 84 anni lo stilista giapponese Issey Miyake, lo scorso 5 agosto, a un giorno dalla commemorazione del 77/esimo anniversario dal lancio della bomba atomica su Hiroshima, avvenuto quando quello che sarebbe diventato uno dei giganti della moda contemporanea aveva appena 7 anni. Residente nella città annientata dall'olocausto nucleare il piccolo Issey riuscì a sopravvivere alla catastrofe grazie alla penicillina, ma perse la madre tre anni dopo a causa delle radiazioni. Si sforzò di dimenticare, raccontando che dopo il terrore vissuto da bambino preferiva concentrarsi su "cose che potevano essere create e non distrutte. Oggetti associati alla bellezza e alla gioia interiore".
    Dopo essersi laureato alla Tama Art University di Tokyo, a metà degli anni '60 Miyake si trasferì a Parigi, in quel periodo la culla della creatività mondiale, dove continuò gli studi insieme all'altro grande maestro giapponese, Kenzo Takada, lavorando anche come apprendista per due dei maggiori couturier francesi dell'epoca, Guy Laroche e Hubert de Givenchy.
    Seguì una breve esperienza a New York con il designer Geoffrey Beene, sperimentando con il ready-to-wear, prima di aprire a Tokyo il Miyake Design Studio nel 1970, incorporando il design occidentale con tecniche di fabbricazione orientali.
    Successivamente aprì una boutique nella capitale francese, iniziando le prime sperimentazioni con materiali avveniristici mai usati prima nel settore: dal filo metallico, alla carta artigianale giapponese, al crine di cavallo. Fu lì che venne definito il "Sarto del Vento". Famose le sue creazioni conosciute con la tecnica della plissettatura (plissé), a partire dalla fine degli anni '80, caratterizzate da piccole pieghe ravvicinate, o increspature su tessuti, ottenute con una pressa a caldo, che avevano la capacità di non sgualcirsi. Un altro oggetto cult della moda creato da Miyake nel 2010 è la borsa Bao Bao, con le sue forme scultoree, considerata ancora oggi un connubio di modularità e geometrie. Miyake era anche conosciuto per aver disegnato il dolcevita nero indossato dal fondatore di Apple, Steve Jobs. La leggenda vuole che riuscì a consegnarne 100 nel corso degli ultimi anni di Jobs ad un prezzo di 175 dollari cadauno.
    Miyake è stato anche tra i primi a parlare di sostenibilità ambientale, ed è considerato il precursore della moda genderless, e per questo insignito di numerosi premi e rappresentazioni in prestigiosi musei. La casa di moda è famosa per aver scoperto molti giovani designer di talento e per le sfilate radiose e abbaglianti. Dopo due anni di stop forzato per la pandemia da Covid-19, e la vincolata esposizione delle collezioni online, il brand ha fatto il suo ritorno dal vivo alla Paris Fashion Week di giugno, con una sfilata allestita da Rachid Ouramdane, direttore del Teatro Nazionale di Chaillot, che ha riunito modelle, performer e un collettivo di acrobati.
    Per i suoi contributi al mondo dell'Arte e della Moda, Miyake ha ricevuto l'Ordine della Cultura nel 2010 e il grado di Comandante della Legion d'Onore francese nel 2016. (ANSA).
   

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