Lunedì, 17 Gennaio 2022
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Italia resta primo Paese del lusso mondiale

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Nonostante la pandemia, l'anno scorso le 100 più grandi aziende di beni di lusso al mondo hanno generato vendite per 252 miliardi di dollari, 29 miliardi in meno rispetto al 2019 (-12,2% a tassi di cambio costanti), ma con un 'profit margin' positivo del 5,1%. È quanto emerge dall'ottava edizione del Global Powers of Luxury Goods, lo studio annuale di Deloitte, Fashion & Luxury a livello globale.
    L'Italia si conferma come primo Paese del lusso mondiale a livello di presenza nella classifica delle aziende con quattro nuovi ingressi nella Top 100. EssilorLuxottica settima, Prada (23esima) e Giorgio Armani (29esima) sono i tre principali player italiani nella graduatoria, con Moncler che è l'azienda dalle "performance complessive più costanti, rientrando per quattro anni consecutivi tra le aziende a più rapida crescita", spiega Deloitte.
    Nel 2020 l'importanza dei migliori marchi del lusso è evidente: le quindici aziende con vendite di prodotti di lusso superiori a 5 miliardi di dollari, con i gruppi francesi come sempre ampiamente in testa, hanno contributo al 63% delle vendite totali della Top 100. "In questo periodo il comparto è stato capace di re-inventarsi ed accelerare un processo di trasformazione considerevole, portando concetti quali sostenibilità, 'omnicanalità', economia circolare e innovazione, al centro delle proprie strategie di crescita per i prossimi anni", commenta Giovanni Faccioli, Deloitte Fashion & Luxury Leader per l'Italia. (ANSA).
   

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