Martedì, 03 Agosto 2021
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Da Zegna il nuovo abito è funzionale e modulare

Un guardaroba diverso, poliedrico e funzionale, per rientrare nel mondo: è quello creato da Alessandro Sirtori per Zegna e mostrato in un video ambientato tra il labirinto del castello di Masino, in Piemonte, e spazi urbani milanesi come il condominio Monte Amiata progettato da Aldo Rossi, le scale dello Iulm e l'ingresso di Fiera Milano, dove i modelli e il direttore creativo concludono il fashion film con un pranzo pieds dans l'eau nelle vasche all'ingresso della struttura e tanto di brindisi benaugurante al futuro post covid che verrà. Un '(New) Set' come lo ha battezzato il suo creatore, dove l'estetica uomo e donna rimane indefinita, tanto che lui e lei indossano gli stessi abiti. E non hanno nemmeno bisogno di acquistare taglie diverse, perché molte delle giacche proposte hanno un sistema di passanti interno che permette di aggiungere o togliere due taglie. Un guardaroba fatto di pochi pezzi facili (apparentemente) e tutti abbinabili tra loro, grazie alla scelta di proporre più capi nello stesso tono di colore, in modo da abbinarli con facilità perché - spiega Sirtori - è finito il tempo in cui l'uomo entrava in negozio per ordinare due giacche e due camicie. Di fronte all'evoluzione del guardaroba maschile, in molti si sono sentiti spaesati e i clienti spesso chiedono aiuto proprio per lo styling. Questo guardaroba, che dà vita a un nuovo concetto di abito contemporaneo, più vicino alla tuta da lavoro che al completo da ufficio di una volta, permette loro, in un certo senso, di fare da soli con poche possibilità di sbagliare. E di sperimentare varie combinazioni, come nel completo che mette insieme la giacca stile kimono con la manica a raglan e i pantaloni ampi, dove la cintura può essere passata sia nei calzoni sia all'interno del blazer, grazie a dei passanti nascosti al suo interno. A rafforzare questo senso di libertà e leggerezza, oltre ai colori estivi, da quelli più naturali ai pastello, un design allungato e senza peso in cui scompaiono fodere, spalline e interni. "E' il tessuto che fa il capo" dice Sirtori, illustrando i prodigi resi possibili grazie al polo tessile Zegna: la lana Bielmonte piemontese dell'oasi di famiglia che mischiata a seta e lino crea un nuovo denim, usata per la giacca kimono; il lino placcato ingualcibile del blazer portato con la maglia di seta; il denim effetto lino consumato dalle smerigliature del giubbino da workwear; la fibra di cotone tagliata e rigenerata effetto lana e abbinata allo jacquard delle nuove maglie; la seta 'cuscino' ingualcibile del capospalla boxy; la lana liquida e leggerissima che sembra pelle lucida del trench dal volume ad A; il bouclé di pura lana bollito e tagliato a vivo che rende la maglia un tessuto passepartout con cui realizzare qualsiasi capo. Tutto in un'ottica modulabile in cui la camicia o la T-shirt, infilate nei pantaloni, possono sostituire la giacca e dar vita a un nuovo abito maschile, leggero e funzionale.

© Riproduzione riservata

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