Venerdì, 15 Novembre 2019
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Ue taglia stime Pil Italia, +0,4% in 2020, ultima in Ue

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Ue verso taglio Pil Italia 2020, nel 2019 fermo a +0,1%
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BRUXELLES - "L'economia italiana è in stallo dall'inizio del 2018 e ancora non mostra segnali significativi di ripresa": lo scrive la Commissione nelle previsioni economiche d'autunno, che lasciano invariata rispetto all'estate la stima sul Pil 2019 (+0,1%), e tagliano invece quella sul Pil 2020 (da +0,7% a +0,4%). Nel 2020 c'è una "modesta" ripresa della crescita, "grazie a domanda esterna e spesa delle famiglie, che però è attenuata dal mercato del lavoro in deterioramento". L'Italia si conferma ultima in Europa sia nel 2019 che nel 2020.

Con un Pil che sale di 0,1% nel 2019 e di 0,4% nel 2020, l'Italia resta ultima per crescita nella Ue in entrambi gli anni. Nelle nuove previsioni economiche della Commissione europea, è l'Irlanda al top nel 2019 (+5,6%), seguita da Malta (+5%). La Germania è penultima con 0,4%, ma recupera nel 2020 (+1%).

Deciso aumento del debito italiano nelle previsioni Ue d'autunno: nel 2019 salirà a 136,2%, e nel 2020 a 136,8%. Bruxelles rivede così al rialzo le stime di primavera che lo davano a 133,7% e 135,2%. Le cause principali sono "debole crescita del Pil nominale, deterioramento dell'avanzo primario" e "costo in aumento delle misure passate" cioè reddito di cittadinanza e quota 100.

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La Commissione Ue prevede per l'Italia un deficit "stabile" al 2,2% per il 2019 e in leggero aumento al 2,3% nel 2020. "La spesa del Governo aumenta per l'introduzione del reddito di cittadinanza e delle misure che ampliano la possibilità di pensionamento anticipato", visto che entrambe le misure mostreranno solo a partire dal 2020 "il loro pieno costo annuale", scrive Bruxelles. I dati del deficit delle previsioni di primavera erano molto più alti (2,5% e 3,5%), ma non incorporavano ancora la correzione di bilancio estiva.

"Il mercato del lavoro è rimasto resiliente di fronte al recente rallentamento economico, ma gli ultimi dati puntano ad un deterioramento", scrive la Commissione Ue. Il calo della produttività è probabile che spinga i datori di lavoro a tagliare posti o ricorrere a contratti temporanei", e il "numero dei senza lavoro difficilmente calerà anche a causa del nuovo reddito di cittadinanza che indurrà progressivamente più persone a registrarsi come disoccupate".

La Commissione Ue esprime dubbi sul gettito delle misure anti-evasione previsto dal Governo nella manovra 2020. "Ci si aspetta che anche le misure addizionali contro le frodi fiscali previste nella manovra 2020 sostengano le entrate" del Governo, "anche se il gettito correlato è soggetto a qualche incertezza", scrive Bruxelles.

Frena ancora la crescita dell'eurozona, confrontata da "una combinazione di shock". Le previsioni economiche di autunno della Commissione Ue rivedono al ribasso il Pil dell'eurozona, all'1,1% per il 2019 dall'1,2% delle stime di luglio; per il 2020 c'è una limatura di 0,2 punti percentuali, a 1,2% rispetto all'1,4% delle stime estive; mentre per il 2021 la previsione si ferma a 1,2%. Anche il Pil della Ue è rivisto al ribasso per il 2020, la crescita è fissata all'1,4% per 2019, 2020, e 2021. A luglio per il 2020 era a 1,6%.

Secondo le previsioni, è possibile che il persistere dell'incertezza della politica commerciale, incluso sulle relazioni future tra il Regno Unito ed il resto dell'Ue, combinato a cambiamenti strutturali, come il cambiamento delle preferenze dei consumatori nell'industria dell'auto, frenino la crescita e l'inflazione nell'Eurozona per un periodo protratto. Per questo motivo si prevede un rallentamento del Pil dell'area euro dall'1,9% dello scorso anno all'1,1% quest'anno, per stabilizzarsi all'1,2% nei prossimi due anni.

 

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