Lunedì, 18 Novembre 2019
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Ue all'Italia: "Procedura giustificata, violata la regola sul debito"

La Commissione europea propone la procedura d'infrazione per debito eccessivo contro l'Italia. La regola 'non è stata rispettata' nel 2018, nel 2019 e non lo sarà nel 2020, quindi la procedura 'è giustificata', scrive il governo di Bruxelles. Ma la procedura non si apre oggi, precisa Dombrovskis, ci sono ancora giorni per mediare. 'La mia porta resta aperta', dice Moscovici. Tanto più che Palazzo Chigi mette nero su bianco la volontà dell'Italia di 'rispettare il Patto di stabilità' e di avviare il dialogo con l'Europa. Una risposta 'da persone educate', come quella che aveva annunciato Salvini, che però è fermo nel merito: 'Quota 100 non si tocca, anzi l'obiettivo è quota 41: in pensione dopo 41 anni di fabbrica'. Di Maio: 'L'infrazione è per debiti fatti dal Pd. Saremo responsabili, ma quota 100 non si tocca'. Spread oltre 285, poi sotto 280.

La procedura d'infrazione per debito eccessivo nei confronti dell'Italia è giustificata, perché la regola del debito "non è stata stata rispettata" nel 2018, nel 2019 e non lo sarà nel 2020: lo scrive la Commissione Ue nel rapporto sul debito italiano. Per Bruxelles il rallentamento economico "spiega solo in parte l'ampio gap" nel rispetto della regola, e la "retromarcia" su alcune riforme pro-crescita del passato, come quella delle pensioni, e il deficit proiettato oltre il 3% nel 2020, rappresentano "fattori aggravanti". 

 
Lo spread segna un deciso ribasso sotto quota 270 punti base in chiusura, azzerando la fiammata di oggi innescata dall'avvio della procedura europea per il debito italiano. Il differenziale Btp-Bund viaggia a 269 punti base, con un rendimento del titolo decennale italiano al 2,47%. Contribuiscono - riferiscono fonti di mercato - l'attesa per le misure della Bce, e toni più pacati del previsto fra l'Italia e la Commissione europea sui conti pubblici, che potrebbero facilitare a un accordo.
 

Per l'Italia, detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, esiste un "cammino per la ripresa, altri lo hanno già intrapreso", e prevede di "non spendere quando non c'è spazio per farlo".  Dombrovskis ha precisato che la procedura non si apre oggi. "Prima devono esprimersi gli Stati membri", ha rileveato, ricordando che la questione va al di là della procedura, perché "la crescita è quasi al palo".

 

Il premier, Giuseppe Conte, dal Vietnam, assicura che farà di tutto per evitare la procedura europea. 

 

"I dati 2018 per l'Italia sono problematici su due fronti: invece di essere ridotto, il debito sale da 131% a 132% e il deficit strutturale che avrebbe dovuto calare di 0,3% peggiora di 0,1%, creando un gap di 0,4%. Sfortunatamente anche per il 2019 vediamo un peggioramento dello strutturale, mentre il Consiglio aveva raccomandato uno 0,6% di miglioramento e le autorità italiane si erano impegnate a dicembre a non peggiorarlo": ha affermato il commissario agli affari economici Pierre Moscovici, aggiungendo, tuttavia: "La mia porta resta sempre aperta. Siamo sempre pronti ad ascoltare". 

IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA

 

"Il debito italiano resta una grande fonte di vulnerabilità per l'economia" e "le nuove misure e il trend demografico avverso capovolgono in parte gli effetti positivi delle riforme pensionistiche del passato e indeboliscono la sostenibilità a lungo termine" delle finanze, danneggiata anche dall' "aumento dei tassi d'interesse dei titoli di Stato osservato nel 2018 e 2019": scrive ancora la Commissione Ue nel rapporto sul debito italiano. 

 

Bruxelles si aspetta che il debito italiano salga sia nel 2019 sia nel 2020 oltre il 135%, anche a causa di "un avanzo primario in discesa, e privatizzazioni non raggiunte": lo scrive la Commissione Ue nel rapporto sul debito italiano. "Sebbene restino limitati i rischi di rifinanziamento nel breve termine, il debito pubblico resta una fonte di vulnerabilità dell'economia italiana", scrive la Ue.

 

Nei conti italiani 2018 e 2019 c'è una "deviazione significativa" dagli impegni presi con la Ue, che "non cambierebbe se l'impatto di bilancio del programma straordinario di manutenzione delle strade (0,18% del Pil) seguito al crollo del ponte Morandi e il piano per limitare i rischi idrogeologici dovuti al maltempo venisse considerato tra gli 'eventi eccezionali".

 

Tra le raccomandazione dell'Ue all'Italia quelle di usare le entrate inattese per abbattere il debito, spostare la tassazione dal lavoro, combattere l'evasione, specialmente l'omessa fatturazione, rafforzando l'uso di pagamenti elettronici, e abbassando la soglia per i pagamenti in cash. Attuare pienamente le passate riforme delle pensioni per ridurre il peso di quelle di vecchiaia sulla spesa pubblica e creando spazio per altre spese sociali pro-crescita: sono alcune delle raccomandazioni della Ue all'Italia.

 

 

"Le recenti politiche dell'Italia - ha detto ancora Dombrovskis - hanno inflitto danni. L'Italia paga per interessi" sul debito "tanto quanto spende per tutta l'istruzione, pari a 38.400 euro per abitante, e la crescita si è quasi interrotta".

 

LE REAZIONI DEL GOVERNO - Il vicepremier Di Maio in un post: 'Saremo responsabili, seduti al tavolo. Non per distruggere, ma per costruire'

"Il Governo prende atto dell'esito della valutazione della Commissione Europea. Nel Rapporto sul Debito inviato alla Commissione, il Governo ha presentato una serie di giustificazioni (i cosiddetti fattori rilevanti) per il mancato rispetto della riduzione del rapporto debito/PIL nel 2018. In chiave prospettica, sono state fornite stime e valutazioni che indicano che nell'anno in corso l'Italia rispetterà̀ i dettami del Patto di Stabilità e Crescita. Il Governo intende continuare a dialogare con la Commissione". Lo afferma una nota di Palazzo Chigi.

"Partendo dalla previsione del Def, il monitoraggio più̀recente delle entrate evidenzia maggiori entrate tributarie e contributive per 0,17 punti di Pil e maggiori entrate non tributarie per ulteriori 0,13 punti. Il beneficio netto per il bilancio sarebbe dunque di circa 0,2 punti e condurrebbe la stima di deficit al 2,2 per cento del Pil". Lo afferma Palazzo Chigi, aggiungendo che "la minore spesa ragionevolmente risulterà pari ad un ulteriore 0,07% del Pil e l'indebitamento netto si attesterebbe al 2,1% del Pil".

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