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Rapporti fra Ue e Cina, la parola alla Commissione Ue

I rapporti fra l'Ue e la Cina sono al centro della conferenza stampa di questo pomeriggio del vicepresidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen, al termine della riunione del collegio dei commissari. L'incontro aperto alla stampa internazionale si svolgerà nei locali del Parlamento europeo di Strasburgo alle 15:30. 

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Sono già 13 i Paesi dell'Ue che hanno siglato un memorandum di intesa con la Cina, mentre un altro, oltre all'Italia, lo sta negoziando. Si apprende da fonti europee. I Paesi che hanno già sottoscritto un memorandum sono Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia. Lussemburgo è invece in trattativa. In principio, viene spiegato, non ci sono controindicazioni alla firma di tali documenti, dipende tutto dalla loro sostanza.

"Si sta facendo credo una gran confusione su questo accordo, che non è un accordo, è un Memorandum of understanding", "si ribadiscono i principi di cooperazione economico e commerciali presenti in tutti i documenti europei, nessuna regola commerciale ed economica viene cambiata": così il ministro dell'economia Giovanni Tria rispodendo ad alcune domande sulla nuova via della seta della Cina. Cambiare le regole commerciali "non sarebbe nelle possibilità italiane visto che è una competenza europea, credo che si stia facendo un po' una tempesta in un bicchier d'acqua". "Detto questo - ha aggiunto - credo che bisogna tranquillizzare e tenere conto di alcune preoccupazioni ma credo si sia creata un po' di confusione su questa cosa".

A fronte dei cinesi che "occupano spazi", un tempo prerogativa delle "nostre vecchie rotte commerciali", il capogruppo socialista al Parlamento europeo Udo Bullmann si domanda "come si fa a lasciare campo libero ai cinesi per investire nel Mediterraneo. Dovrebbe essere l'Ue a presentare un grosso piano di investimenti nella regione". Interpellato sulla decisione dell'Italia di firmare un memorandum d'intesa con Pechino sulla Via della Seta, l'eurodeputato tedesco ha spiegato che "la Cina certamente è una nazione economicamente potente ed è giusto che sia l'Ue nel suo complesso sia i singoli Stati membri abbiano un rapporto con lei. Ma c'è un 'ma': dipende da come attuiamo questa collaborazione. L'Ue deve essere coraggiosa nel decidere il proprio futuro".

"Quello tra Cina e Italia è un rapporto talmente squilibrato che non parliamo neppure di Davide contro Golia, si configura come una vera e propria dominazione strategica": è quanto sostiene il capogruppo dei Verdi al Parlamento europeo, Philippe Lamberts, interpellato in merito alla decisione italiana di firmare un memorandum d'intesa con la Cina sulla Via della Seta. "Divide et impera: è quello che fanno i nemici dell'Ue", ha aggiunto l'eurodeputato belga". "L'interesse della Cina, di Putin, di Trump è di dividere l'Ue. L'Unione dovrebbe avere un accordo collettivo con la Cina. Giocando in solitaria, certi capi di Stato e di governo pensano di ottenere migliori risultati, ma commettono un enorme errore strategico".

 

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