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George Blake, le tre vite del primo capitano

Il Giornale di Sicilia  ripercorre in dieci puntate firmate da Giovanni Tarantino la storia degli inizi del calcio a Palermo, un'avventura legata al costume, ai rapporti commerciali, alle relazioni internazionali prim'ancora che allo sport propriamente detto. Basti pensare che primo presidente dell'Anglo Palermitan Athletic and Foot-Ball club - il nome del primo sodalizio calcistico cittadino - fu un viceconsole di Sua Maestà, Edward De Garston. Oggi (31 luglio) in edicola la seconda (la prima è stata pubblicata il 24 luglio). Ecco uno stralcio.

 

Sguardo austero, baffi e barba, braccia conserte. Nella prima storica foto di una formazione dell’Anglo Palermitan Athletic and Foot-Ball club, George Blake è seduto al centro, ha i pantaloni bianchi a differenza dei compagni di squadra e il pallone tra i piedi. La camicia è rossoblù: sono i colori dell’Anglo Palermitan, verosimilmente un omaggio alla bandiera britannica. A Blake sono conferiti i gradi di capitano e trainer. Alla sua sinistra siede Ignazio Majo Pagano, vicepresidente, definito dal Giornale di Sicilia del 30-31 dicembre 1900 «simpatico sportsman palermitano, che è il fondatore e l’anima di questo nuovo club, così che si spera di avere il lawn tennis per la prossima primavera». Una frase che rivela la natura polisportiva dell’Anglo Palermitan. Le vite sportive di Blake e Majo Pagano camminano in parallelo.
Anche George Blake, come Edward De Garston, lavora per il Consolato britannico in Italia e ha trascorsi nobili nella storia dello sport italiano, prima di aprire la sua stagione palermitana. Nato al civico 50 di Claredon Street a Portsea (distretto di Portsmouth) il 18 gennaio 1862, figlio del carpentiere James Blake e di Jane Baggs, George Blake il 7 settembre 1893 è tra i fondatori del Genoa Cricket & Athletic Club, la sua firma è sul registro di fondazione. Dopo un breve periodo a Napoli, si trasferisce prima a Marsala e poi a Palermo. Nel capoluogo siciliano è attivo anche come predicatore e lettore di sacre scritture presso la chiesa anglicana Holy cross, nonché come gestore del Sailor’s Rest (il «riposo del marinaio»), centro di aggregazione della comunità inglese sito presso la vecchia via Borgo 380, grosso modo all’incrocio tra l’attuale via Crispi e corso Domenico Scinà. Secondo alcune descrizioni tramandate da fonti orali, le pareti del locale erano dipinte di bianco e blu. Sul Giornale di Sicilia oggi in edicola il servizio di Giovanni Tarantino

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